La manifestazione
«Gavorrano in degrado»
Lettera-denuncia di alcuni cittadini: «Incuria ovunque»
GAVORRANO. «Ci sentiamo completamente abbandonati». È il grido che lancia un gruppo di cittadini di Gavorrano, dopo aver documentato mucchi di calcinacci, fontane abbandonate a se stesse e castagni affetti da un batterio. Sono andati in giro per il territorio comunale queste persone, armate di macchina fotografica e voglia di denunciare aspetti che «ci preoccupano tantissimo».
Parole messe nere su bianco, rafforzando la denuncia con le immagini scattate. «Protestiamo come abitanti per trecentosessantacinque giorni all’anno dei nostri luoghi ai quali siamo molto affezionati. Ma ci preoccupano anche altre cose. Ad esempio: ma che immagine diamo ai turisti che vogliamo avere se ci presentiamo così male? E con che faccia l’amministrazione comunale chiede la tassa di soggiorno?».
Il tour fotografico ha il suo epicentro a Gavorrano capoluogo. Al centro dell’attenzione c’è la fontana in piazza della Resistenza, dove non è rimasto neanche il profumo dell’acqua. Nella stessa zona troviamo, continuano questi cittadini, una «panchina rovesciata e spezzata» e un’altra «instabile». A due passi dalla piazza, poi, c’è il parco XXIV maggio, tra «escrementi di cani proprio dove giocano i bambini» e «un’altalena rotta».
In più, sempre al capoluogo, troviamo «il teatro comunale abbandonato al suo nefasto destino» e «la segnaletica orizzontale e verticale oramai inesistente». C’è anche il problema delle aree verdi, dicono gli autori di questi scatti. Come la «discarica di inerti al Parco della Finoria», oppure «lo scempio del Parco Minerario e della Miniera ex Marchi, che pur pieni di storia e di tradizione, dove ci sono stati nel passato anche investimenti pubblici e quindi di tutti i cittadini, sono ora colpevolmente abbandonate al loro destino di degrado». Insomma, «ci sentiamo completamente abbandonati. – continua la lettera – In tempi molto più difficili nel passato non si è mai verificato nulla di simile».
Ultima grana sollevata dai cittadini sono i castagni, che versano a loro dire in uno «stato di grave malattia, ma nessuno muove un dito per salvarli da morte sicura». Gli alberi sarebbero infettati da una grave malattia provocata da un batterio (la “Vespa cinese”) che impedisce alla pianta di svolgere il suo normale ciclo naturale e di produrre frutti. E alla fine di quello che definiscono un «mero elenco di vergogne», agli abitanti infuriati non resta che una considerazione: «Ci sentiamo colpiti dal disinteresse del Comune». (a.f.)
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