Il Tirreno

Grosseto

«Caro acqua: in 5 anni tariffe impazzite»

di Elisabetta Giorgi
«Caro acqua: in 5 anni tariffe impazzite»

Per Cittadinanzattiva le bollette a Grosseto sono tra le più alte d’Italia. Ma per il Fiora significa che «il servizio è migliorato»

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GROSSETO. Aumenti di prezzo ingiustificati, bollette fuori controllo e acqua ai massimi storici? È così, secondo uno studio di Cittadinanzattiva, che nell’annuale indagine dell’Osservatorio prezzi e tariffe, diffuso ieri, traccia una mappa sul caro-acqua che starebbe strangolando gli utenti di tutta Italia, assegnando alla Toscana - e a Grosseto - la maglia nera. Non è vero, invece, per Acquedotto del Fiora, che dopo aver letto il rapporto ridimensiona i dati, difendendo una sana politica dei rincari dovuta agli investimenti.

È guerra dei numeri tra un’associazione dei cittadini e il gestore del servizio integrato che smentisce l’esistenza di bollette pazze nelle tasche degli utenti. Eppure - sempre che la matematica non sia un’opinione - leggendo i numeri Cittadinanzattiva è sicura: «la Toscana è la regione più cara e Grosseto è tra le più care d’Italia»: un po’ ovunque l’acqua starebbe diventando un bene prezioso, con bollette che lievitano di anno in anno. Specie al Centro, seguito dal Nord e dal Sud. Proprio in Toscana si collocherebbe il dato più vistoso, dato che se «a livello nazionale parliamo di una spesa media annua pari a 290 euro - insiste Cittadinanzattiva - in questa regione il servizio idrico integrato ha costi molto superiori, di 431 euro, risultando la città più cara d’Italia seguita da Marche, Umbria ed Emilia Romagna. Oltre a Firenze, Pistoia e Prato, inoltre, anche Arezzo, Grosseto, Siena e Livorno figurano tra le 10 città in cui il servizio costa di più a livello nazionale». Il report riferisce tuttavia numeri che Acquedotto del Fiora smentisce; in particolare quelli legati a una famiglia “tipo” di tre persone con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua; numeri che per il presidente Claudio Ceroni sono del tutto «fuori dal mondo, perché equivarrebbero a un consumo giornaliero superiore i 500 litri». Come sbagliata - sempre secondo lui - è la spesa media calcolata da Cittadinanzattiva: 290 euro quella nazionale e 431 quella toscana, quando invece «nell’Ato si può parlare di 220 euro di spesa media annua», ovvero la metà di quanto riferito dal dossier.

C’è invece un punto dello studio che trova d’accordo il Fiora, ed è quello dei rincari. «Quelli sì sono reali - ammette Ceroni - visto che negli ultimi 5 anni il costo dell’acqua in Toscana è aumentato», come riportato da Cittadinanzattiva: su scala nazionale l’incremento è stato del 24,5%, in Toscana del 38,1% e a Grosseto del 38,9%. Ma anche qui il Fiora ha una giustificazione, dovuta al fatto che «sono stati spesi soldi per migliorare il servizio. Se vuoi fare tanti investimenti la tariffa è più alta, se ne fai meno è più bassa». Guerra di numeri e punti di vista.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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