Il dolore
Seccarecci saluta il paese
Il sindaco uscente: «Orgoglioso delle opere realizzate»
PITIGLIANO. In un periodo in cui la politica non gode di particolare popolarità, fortunatamente c’è chi riesce ad offrire uno spaccato di romanticismo e di affetto verso il ruolo politico-istituzionale che ha ricoperto.
Tra pochi giorni si voterà ed il sindaco di Pitigliano, Dino Seccarecci, che non si è ricandidato ha scritto una toccante lettera ai suoi concittadini. Un gesto di stile che mostra tutto l’attaccamento verso il proprio paese.
Sia chiaro, Dino Seccarecci ha fatto tutto ciò esclusivamente a spese proprie, pagando di tasca sua il costo della stampa e della consegna ai pitiglianesi.
Riportiamo di seguito il testo della lettera: «Carissimi, cinque anni sono un piccolo passo nel presente. Non c’è nulla di epico in quegli uomini e donne che vengono scelti dai propri concittadini per amministrare un Comune. Non sono eroi e statisti, solo un punto di incontro. E’ stato così anche per me. Ho ascoltato e offerto soluzioni laddove era possibile trovarle. Ho cercato di restituire il meglio di me stesso al luogo che mi ha visto nascere e crescere e al quale devo molto. Potrei concludere anche così questa lettera di commiato, perché sono consapevole dei grandi limiti che ho avuto. Sono una persona semplice e non chiedo di essere ricordato. Nella mia personale memoria, quella in cui tutti abbiamo i ricordi, sono conservate le idee realizzate e quelle che sono rimaste tali. Camminando lungo le strade di Pitigliano, domani, forse io solo riconoscerò le opere terminate o in via di completamento: riconoscerle sarà motivo di orgoglio. Il nuovo parcheggio con le scale mobili, il nuovo asilo nido, il centro riordinato, le centinaia di iniziative che hanno popolato le strade della nostra città, le decine di trasmissioni televisive in cui siamo stati protagonisti, i rapporti costruttivi e importanti con i Comuni vicini, la Provincia e la Regione, le imprese che sono cresciute, l’ospedale divenuto centro regionale di medicina alternativa e così conservato alla comunità. Pitigliano, in questi anni, si è aperta all’Italia e al mondo. Porterò tutto questo nel mio bagaglio come un tesoro. Insieme alle opere, nella mia valigia personale hanno un posto speciale tutte le persone che ho conosciuto, la ricchezza di emozioni che mi hanno trasmesso, le opportunità che hanno saputo offrirmi».
(p.m.)
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