Il dolore
Ma per Garibaldi e l’orologio la telenovela è alla parola fine
ORBETELLO. Almeno su un punto, però, Baghini e la giunta Paffetti potrebbero presto prendersi una bella rivincita: siamo infatti forse all'ultimo atto del “dramma” che mette in scena i lavori di...
ORBETELLO. Almeno su un punto, però, Baghini e la giunta Paffetti potrebbero presto prendersi una bella rivincita: siamo infatti forse all'ultimo atto del “dramma” che mette in scena i lavori di restauro sulla piazza dell'orologio.
Arrivati alla quinta scena, ovvero alla quinta ditta reclutata per eseguire le operazioni di recupero, il Comune di Orbetello abbandona la scaramanzia e confida nella serietà risolutrice dell’azienda appena subentrata per ultimare il restyling.
Il 23 aprile scorso la delibera che affida i lavori alla società Co.re.ma di Pisa, per un importro totale di 200mila euro: circa 170mila per il completamento dell’opera di restauro e risanamento conservativo della Torre dell’Orologio spetteranno all’impresa esecutrice, 17mila andranno a pagare l’Iva e quasi altrettanti gli imprevisti. Il tutto alle medesime condizioni già proposte dall’originario aggiudicatario in sede in offerta, con la stipula di un contratto del tutto identico a quello siglato con i vecchi affidatari, con i quali tra l’altro rimane ancora aperto il contenzioso per il risarcimento dei danni all’ente locale.
E se a gli imprenditori della piazza vorrebbero procrastinare la posa in opera del cantiere a fine estate, l’amministrazione lagunare si trova nella condizione di dover chiudere urgentemente questo capitolo. A pagare l’opera, al di là dell’impegno di spesa, già finanziato con imputazione su apposito capitolo del bilancio corrente (gestione residui 2010), sarà infatti in una seconda fase la Fondazione Mps, che alla conclusione dei lavori, previa rendicontazione della spesa, provvederà a erogare i duecentomila euro.
Un’opera pubblica a costo zero che però dovrà essere portata a termine nei limiti imposti dal generoso finanziatore. Se per il prossimo novembre il busto di Garibaldi (recuperato in un magazzino a Orvieto e ora “rinchiuso” in un deposito comunale), e l’orologio, ancora in restauro a Uscio, non saranno tornati alla base, il Comune potrà anche dire addio ai quattrini senesi.
Nessuna deroga, dunque, al posizionamento delle impalcature, che a giorni saranno montate in piazza Eroe dei due Mondi. Lì resteranno per i successivi 120 giorni, termine perentorio per l'ultimazione del restauro, né più né meno. Del resto, il commento dell’assessore ai lavori pubblici, Giuliano Baghini, in merito alla querelle, era stato profetico: «Il Garibaldi ha da tornare, il più presto possibile!». (c.d.v.)
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