Il dolore
La Pista dei Pini ancora in bilico
Nonostante il bando il vecchio gestore è perplesso: «Clausole poco chiare, non è detto che riparta»
FOLLONICA. In quel bando poche garanzie: chi per trent’anni ha gestito la Pista dei Pini adesso non se intende continuare a farlo.
Follonica ha atteso quell’atto della Forestale con ansia, la struttura della pineta di Ponente è parte della storia cittadina e senza pista non è estate. Il pensiero dei follonichesi, dimostrato dall’adesione alla pagina di Facebook creata proprio sull’argomento, è chiaro, quello spazio deve rimanere aperto.
Così dopo molti passaggi burocratici (fino al 2010 il Comune era concessionario dell’area in questione ma ha restituito le chiavi delle strutture al Demanio solo nel 2012, grazie ad un accordo sul rinvio della scadenza del contratto proprio per non far chiudere la Pista) alla fine la Guardia Forestale ha pubblicato il bando per la nuova concessione: 9mila euro annui la base d’asta, sommati ai lavori di ristrutturazione che si aggireranno intorno ai 370mila euro, per 19 anni di gestione.
Un investimento economico non di poco conto considerato il fatto che la proprietà di quel bene sarà comunque sempre dello Stato. Una clausola dell’atto preoccupa ancora di più dell’impegno finanziario il vecchio gestore, Domenico Fraternale. “Il Corpo Forestale dello Stato” si legge nel bando all’articolo 13 “per sopravvenute ragioni di preminente interesse pubblico, si riserva il diritto di recedere dalla presente concessione, a suo insindacabile giudizio, senza che per questo sia corrisposto alcun indennizzo. La revoca della concessione sarà comunicata mediante preavviso di 60 giorni, senza che per questo il concessionario possa avanzare pretese o diritti di sorta, fatto salvo il diritto al rimborso della parte del canone corrisposto per il periodo di mancata utilizzazione dei beni”.
Che cosa significa? Che in qualunque momento il proprietario della struttura potrà rientrarne in possesso senza che il gestore possa rivendicare alcuna pretesa. Un passaggio che comunque non dà sicurezza a chi deve investire circa 370mila per ristrutturare un immobile di cui non è padrone, e che da un giorno all’altro potrebbe venirgli sottratto. «Ho letto il bando – spiega Fraternale, che ha avuto le chiavi di quell’attività, bar pizzeria, per 27 anni – e francamente ho delle perplessità rispetto ad alcuni punti per me non molto chiari. Il primo è quello dove si legge che lo Stato può rientrare in possesso della Pista in qualunque momento. Anche la parte dove si parla della fideiussione di 370 mila euro non dà molte garanzie a chi si aggiudicherà il bando. Trattandosi di un’unica concessione poi, dove l’attività commerciale e quella sportiva sono date affidate ad un solo soggetto (prima invece erano due i gestori ndr) il concessionario deve prendere del personale che si occupi del pattinaggio».
Domenico Fraternale aveva perso la speranza che il bando venisse stilato in tempo e ora che lo ha davanti non sa che cosa fare.
E se non sarà lui a gestire la Pista dei Pini chi entrerà al suo posto avrà il suo bel daffare: tutta l’attrezzatura del bar e del ristorante è di Fraternale quindi il nuovo concessionario dovrebbe allestire gli spazi ex novo per poi nuovamente dopo poco ristrutturare il tutto.
Altri soldi, e di questi tempi sono pochi quelli che possono permettersi di fare scelte del genere ad occhi chiusi. Il destino della pista rimane incerto, nonostante il bando di gara.
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