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bracconaggio/la lac replica a ortelli

«I nostri volontari non rompono reti»

«I nostri volontari non rompono reti»

ISOLA DEL GIGLIO. Sul bracconaggio e sui sopralluoghi dei volontari della Lega per l’abolizione della caccia il sindaco Ortelli dice il falso. A sostenerlo senza mezzi termini è Raimondo Silveri,...

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ISOLA DEL GIGLIO. Sul bracconaggio e sui sopralluoghi dei volontari della Lega per l’abolizione della caccia il sindaco Ortelli dice il falso. A sostenerlo senza mezzi termini è Raimondo Silveri, responsabile per la Toscana della stessa Lac che, specifica Silveri, è un’associazione ambientalista nazionale no profit riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente. «Conosco bene il problema dei conigli al Giglio – dichiara – e ho avuto modo di vedere i nostri volontari all’opera, nella veste di guardia zoofila e ambientale. Ebbene, nessun volontario della Lac o di altre associazioni ha mai violato la proprietà privata di nessuno: i controlli sono stati effettuati esclusivamente in passaggi accessibili a tutti. Nessuno è mai entrato dove c’erano cartelli di divieto d’accesso o recinzioni».

Quanto ai bracconieri, dice Silveri, la loro azione è documentata da fotografie e filmati: «Foto e video provano che le recinzioni che basterebbero per impedire il passaggio dei conigli vengono tagliate apposta dai bracconieri per far entrare questi animali, attirandoli con esche come insalata o bacche, per poi catturarli con lacci posizionati nei buchi delle reti». Ed è proprio per rimuovere queste trappole che i volontari della Lac periodicamente fanno sopralluoghi. «Mi domando – dice Silveri – dove siano le violazioni commesse dai volontari che vanno a togliere lungo le recinzioni e dall’esterno lacci e trappole, impedendo che vengano massacrati in maniera atroce centinaia di animali».

Silveri risponde ad Ortelli anche sulla questione dei danni alle colture agricole provocati dalla fauna selvatica: «Probabilmente o stranamente il sindaco non si ricorda che mufloni e conigli sono stati introdotti sull’isola da tre accaniti cacciatori nel 1945 unicamente per il loro hobby della caccia. Il sindaco quindi vada a chiedere i danni a coloro che hanno introdotto questi animali, lasciandoli riprodurre e alimentandoli in modo sproporzionato». Questo perché «ad un errore fatto in passato introducendo sull’isola certe specie si deve rimediare con metodi incruenti e non certo massacrando gli animali». La Lac prospetta infine la possibilità di portare avanti azioni di boicottaggio. «Se si continuerà a uccidere i conigli così – scrive Silveri – porteremo avanti iniziative in Italia e all’estero per invitare i turisti ad andare altrove, così da evitare di imbattersi nelle trappole o di vedere il massacro dei conigli e di altri animali indifesi durante le loro passeggiate». (s.l.)

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