Proteste
Diffamazione al sindaco Il Comune parte civile
SCARLINO. L’amministrazione di Scarlino si costituisce parte civile nella causa contro le opposizioni. Una vicenda che risale a circa un anno fa e che trova le sue origini in un volantino di denuncia...
SCARLINO. L’amministrazione di Scarlino si costituisce parte civile nella causa contro le opposizioni. Una vicenda che risale a circa un anno fa e che trova le sue origini in un volantino di denuncia nei confronti del porto turistico del Puntone, firmato con i nomi delle due liste di minoranza in consiglio comunale. In questo foglio «si sosteneva che il Comune di San Vincenzo per un porto che è pari a un terzo di quello del Puntone riscuote un canone annuo di 440mila euro mentre quello di Scarlino ne riscuote zero», come riporta la delibera di giunta.
Infatti, il punto forte del volantino era il confronto tra le due strutture, per evidenziare, a dire delle opposizioni, una cattiva gestione del porto.
Un’accusa che il sindaco Maurizio Bizzarri non ha digerito, presentando una denuncia contro ignoti. A farne le spese sono stati i due rappresentanti delle civiche, Alduvinca Meozzi per “Insieme per Scarlino”, e Mauro Erminio Ontani, per la “Rinascita di Scarlino”. L’iter giudiziario è andato vanti, visto che la denuncia non è mai stata ritirata, e il prossimo 11 maggio le parti si troveranno davanti al giudice di pace di Grosseto.
Ci sarà anche l’amministrazione, come parte civile appena costituita per circa quattromila euro di spesa. Una decisione arrivata per «tutelare l’immagine», si legge nel documento, dato che con quel volantino sono «state diffuse notizie strumentali al solo scopo di mettere in cattiva luce l’operato di tutta l’amministrazione comunale di Scarlino con evidenti finalità diffamatorie».
Il nocciolo della questione, su quella serie di cifre contenute nel volantino, sta appunto nel canone annuo che il porto di San Vincenzo paga all’ente, al contrario di quello del Puntone. Bizzarri la sua posizione l’ha spiegata più volte. «Il Comune nell’anno 2001 rilasciò la concessione demaniale per la realizzazione del porto senza pubblica gara – continua la delibera – e non ha potuto chiedere importi aggiuntivi rispetto al canone demaniale che viene regolarmente corrisposto». E questi fatti, «poiché ampiamente noti e documentati, erano conosciuti ai rappresentanti delle liste che hanno redatto i volantini». Da qui la denuncia per diffamazione. (a.f.)
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