Sicurezza
Vestaglie azzurre di nuovo in piazza
Le rsu Cgil: «Barontini ha bisogno di un socio, Fidi e la Regione hanno fatto un passo indietro»
GROSSETO. «Ad oggi non ci sono notizie di commesse per la stagione estiva e nemmeno per la prossima. E quello che c’è, i 400 capi di su misura che danno lavoro a poche decine di dipendenti, non è il nostro futuro. Il problema è quindi nel settore commerciale dell’azienda che viene negato dalla proprietà».
Martedì le rsu Cgil insieme al rappresentante della Cisl Maurizio Giuliarini, hanno organizzato un sit-in in città e due giorni dopo saranno alla manifestazione della Cgil. «Secondo Fidi e secondo la regione - si legge in un documento dei rappresentanti dei lavoratori - Barontini sarebbe dovuto essere affiancato da un socio . Impegno, questo, che sia Fidi Toscana che la Regione ha disconosciuto nell’ultimo incontro a Firenze».
Ieri dovevano partire i primi bonifici degli stipendi sui conti correnti dei lavoratori. «È presto per dire se quei soldi ci sono o no - aggiungono - ma non si può andare avanti in questo modo, senza sapere se e quando riusciamo a riscuotere. Chi lavora non percepisce né la cassa integrazione e nemmeno lo stipendio, così non si va avanti». Alla Cgil, ieri, le lavoratrici e i lavoratori stavano preparando gli striscioni per la manifestazione di martedì. «Non è vero che i clienti possono spaventarsi per il clima sindacale che c’è - aggiungono - perché se c’è lavoro, rientriamo tutti a lavorare senza alcun problema. Il fatto è che a mancare è proprio il lavoro. Barontini da solo non può rilanciare l’azienda. C’è bisogno di un socio». Un socio che però, per ora non si trova. «E il passo indietro di Fidi e della Regione - spiegano - ci preoccupa molto».
Le vestaglie azzurre sanno bene che nei due anni di cassa integrazione, Abbigliamento Grosseto dovrà riorganizzarsi. E nella riorganizzazione, per le rsu Cgil «deve essere resa più efficiente la parte commerciale, per permettere l’ingresso di un nuovo socio».
Analisi dell’azienda a parte, le rsu Cgil rispondono anche all’imprenditore, che ha partecipato qualche giorno fa all’assemblea. «Saremo liete quando un’assemblea sarà convocata dalla proprietà per conoscere le nuove commesse - dicono - è uno strumento che ha a disposizione. Ma non può partecipare a quella dei lavoratori, perché la sua presenza impedisce un confronto franco tra i dipendenti dell’azienda».
Ora, i problemi della Mabro torneranno lunedì in Regione. E martedì di nuovo in piazza, a Grosseto, questa volta.
Francesca Gori
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