Mura, passeggiate sull’orlo del baratro
Parapetti crollati in diversi punti della cinta medicea: nessuna protezione, si rischia di precipitare da 15 metri d’altezza
GROSSETO. Ci sarebbe da rompersi l’osso del collo, eppure pare non vederlo nessuno. Ci sono molti punti delle Mura Medicee palesemente inagibili, in ogni bastione. Certo, un monumento del genere non può essere “ritoccato” a distanza di secoli, ma conservato nel migliore dei modi questo sì.
Accade invece che lungo il tratto che si affaccia sul parcheggio al Vallo degli Arcieri vi sia una porzione di Mura andata a farsi benedire, protetta da una semplice transenna buttata da una parte e da una staccionata divelta. Insomma, lì a separare da un pericolosissimo volo di quindici metri ci sono sì e no sei centimetri di muro. Altro che protezione.
Stesso discorso per la gola di terreno che porta alla troniera del bastione della Rimembranza, proprio sul parcheggio delle Fiamme gialle: anche lì, accanto ai portabiciclette in pietra – disposti peraltro in modo confuso, l’uno accavallato all’altro e dunque inutilizzabili – vi è un altro muricciolo alto poco più di dieci centimetri. Anche in questo caso, superata la protezione si può fare un volo di tre metri e restarci secchi. Pensiamo soprattutto ai giovani che di sera potrebbero non rendersi conto del pericolo e ai bambini, cui la distrazione di un attimo dei genitori, ignari di una trappola simile, potrebbe costare cara.
La domanda è sempre la stessa: ma è possibile che nessuno veda queste cose? Questa è l’ennesima segnalazione “pubblica”, nell’auspicio che tutto torni immediatamente a essere come legge e buon senso prescrivono.
Ma torniamo alle Mura. Poco più di un mese fa la manutenzione del verde pubblico dell’esagono e del centro storico è stata affidata al consorzio delle cooperative di tipo b, il Cointeso. Oggi i risultati del lavoro svolto sono notevoli ed evidenti, sia per quel che riguarda la cura del bastione del Cinghialino, sia per il vicino Garibaldi. Zone trasformate, ripulite e riempite di fiori e piante con l’erba ben tagliata. Insomma, intere porzioni di città sono state restituite alle famiglie. E non è poco.
Alcuni problemi però restano, come l’ammasso di scarti edili, calcinacci e lastre di metallo sul bastione della Cavallerizza, lì da mesi, forse anni. Stesso discorso per le bottiglie di vetro spaccate, le siringhe e i profilattici lasciati un po’ ovunque meno che nei cestini – tanto anche questi sono tutti rotti – e i contatori dell’elettricità spalancati. Davanti al Cassero senese la musica è la stessa: vi sono ancora i soliti fili della luce scoperti, penzoloni sulla testa dei passanti. L’erba è tagliata a tratti, alcuni bastioni sì, altri no. Lungo via Saffi una panchina è sommersa dal verde e dunque inutilizzabile. Insomma, tutto fa pensare che si sia solo all’inizio: la rinascita delle Mura è un percorso lungo e difficile, l’importante è non fermarsi a qualche tocco di maquillage.
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