Finanza
L’incarico a Chigiotti «perché parla inglese»
Il Comune giustifica anche così il contestato affidamento del progetto del centro Etruschi all’architetto
GROSSETO. Un incarico affidato direttamente, perché era urgente, e anche perché era sotto la soglia dei 20mila euro, ma avendo una particolare attenzione al curriculum del professionista incaricato e, probabilmente – ha fatto intendere il segretario generale Mario Venanzi – un valore aggiunto l’avrebbe avuto la conoscenza, da parte del professionista, della lingua inglese, visto che «un progetto, per essere preso in considerazione in Europa, è meglio che sia scritto in inglese».
Questo ha detto ieri Mario Venanzi alla quinta commissione, riunita per valutare la correttezza della procedura di affidamento diretto, nel 2008, all’architetto Giuseppe Chigiotti, della progettazione preliminare del centro degli Etruschi che doveva sorgere in piazza Barsanti a Grosseto.
Il fatto che ha colpito di più è stata l’assenza del presidente dell’Ordine degli architetti, Pietro Pettini, o di un suo rappresentante, dal momento che proprio una lettera inviata dall’ordine al sindaco Emilio Bonifazi, nel novembre dell’anno scorso, diceva chiaramente che la procedura seguita per affidare quell’incarico in modo diretto non era corretta. Doveva essere affidato attraverso un bando pubblico.
Quella lettera, che l’Ordine degli architetti aveva fatto avere, incidentalmente, al capogruppo del Pdl, Giacomo Cerboni, in un carteggio che in realtà affrontava una questione ben diversa, quella dell’opportunità che il sindaco avesse nominato Chigiotti presidente del suo comitato elettorale, nel marzo del 2011, aveva provocato la richiesta di convocazione della quinta commissione per chiarire se quell’incarico di progettazione fosse stato affidato in modo corretto oppure no.
Ma l’Ordine – invitato, ma non obbligato a essere presente – ha preferito declinare l'invito, suscitando le ire dell’opposizione. Cerboni ha parlato di spregio a un organo istituzionale e ha sottolineato che l’Ordine prima lancia il sasso e poi ritira la mano. Ma qualche perplessità è stata espressa anche dalla maggioranza, in particolare dal capogruppo del Psi, Francesco Giorgi.
A spiegare le ragioni di quell’incarico, da 19.500 euro, dunque sotto al soglia dei 20mila, affidato direttamente, ci hanno pensato il dirigente dei lavori pubblici, Luca Vecchieschi, l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci e il segretario generale del Comune Mario Venanzi. Tecnicamente – è stato detto da Vecchieschi – l’affidamento dell’incarico in forma diretta era in linea con la normativa sugli appalti in quanto incarico di entità inferiore ai 20mila euro e anche perché erano presenti ragioni di urgenza dal momento che si avvicinava la scadenza per poter accedere a fondi europei. Una spiegazione analoga a quella che aveva già fornito anche il sindaco.
In più Monaci ha aggiunto l’imponenza del curriculum del professionista incaricato e ha sottolineato che, in qualche maniera, Chigiotti ha fatto un regalo al Comune, con un prezzo di favore, mentre Venanzi ha lasciato intendere, appunto, che sarebbe stata decisiva anche la conoscenza della lingua inglese.
Da parte delle opposizioni, tutte, un’unica richiesta al sindaco, a questo punto: rispondere alla lettera dell’Ordine degli architetti mettendo nero su bianco le ragioni dell’ente, smentendo le affermazioni dell’Ordine e difendendo, così, anche l’operato degli uffici accusati di aver proceduto in modo non corretto.
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