Il Tirreno

Grosseto

L’ennesimo assalto alle slot machine

di Enrico Pizzi
L’ennesimo assalto alle slot machine

I ladri in azione in un bar di Batignano. Il noleggiatore: «Non ne posso più, stanno mettendo in ginocchio la mia azienda»

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GROSSETO. «Non ne posso più, mi sono rotto i c..., questi furti stanno mettendo in difficoltà la mia azienda». Gianfranco Benocci, titolare della Benocci Games, azienda che è sul mercato dalla metà degli anni Sessanta, è infuriato dopo l'ennesimo furto subito da un locale che ha, in noleggio, alcune delle sue slot machine, e lancia un appello alle istituzioni, perché intensifichino i controlli. «Sono disponibile - dice - anche con altre persone, a fare delle ronde, oppure i Comuni installino più telecamere, ma così non si può andare avanti».

L’ultimo episodio risale alla notte di giovedì. I ladri hanno colpito a Batignano, nel Bar ristorante Barbagianni: hanno scalato 4-5 metri di muro della terrazza che dà sulla strada e hanno forzato una finestra sul retro del locale, sono entrati, hanno prima girato la telecamera che era puntata sulle macchinette da gioco e poi hanno scassinato queste ultime impadronendosi di circa 3.700 euro. Non contenti hanno ripulito la cassa del locale portandosi via circa 200 euro di fondo cassa e hanno rubato anche un computer portatile e una macchina fotografica professionale. «Per fortuna - commenta Enrico Macchi, titolare del Barbagianni - non ci hanno distrutto il locale» come, invece, è capitato in altri casi.

Sul posto, per i rilievi, sono intervenuti i carabinieri, ma si tratta, per Gianfranco Benocci, dell’ennesimo furto subito nel giro di poche settimane. Una decina di giorni fa - racconta - era toccato a un bar di Sticciano: i ladri avevano portato via sia la slot machine che il cambiavalute che non sono stati più trovati, e non era nemmeno la prima volta. In precedenza i ladri avevano colpito anche a Roccastrada e «in quel caso - ricorda Benocci - le slot machine le abbiamo ritrovate, nei boschi della valle del Farma, al confine tra Grosseto e Siena, ma erano completamente distrutte. Tre mesi fa, invece, una slot machine rubata a Istia fu ritrovata sulle rive dell’Ombrone, sono andato io, con i carabinieri, a riprenderla».

Insomma, al furto dei soldi contenuti nelle macchinette, si aggiunge, spesso, il danno della perdita o della distruzione delle macchinette il cui valore, sul mercato, oscilla tra 4mila e i 4.500 euro. «E poi - dice ancora Benocci - capita anche che alcuni gestori di locali pubblici decidano di non volere più le slot machine, così perdiamo anche dei clienti».

Quello di Benocci è uno sfogo, ma anche un appello. «Le forze dell'ordine - dice fanno quello che possono, ma noi non ce la facciamo più». E poi, alle richieste di ronde e telecamere Benocci aggiunge una proposta di buonsenso: chi ruba tante monete, per migliaia di euro, deve pur cambiarle da qualche parte, e allora l’idea è di rendere identificabile, e dunque tracciabile, chi va in banca o in un negozio per cambiare quantitativi ingenti di spiccioli. Non sarà molto, ma forse potrebbe essere un piccolo deterrente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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