Lutto
Il fascino selvaggio delle prove d’estate
Non c’è ancora molto traffico, non c’è grande confusione e la natura, che da quelle parti sa il fatto suo, si prende una rivincita sull’inverno. Nella mia storia di frequentatore della Maremma, ci...
Non c’è ancora molto traffico, non c’è grande confusione e la natura, che da quelle parti sa il fatto suo, si prende una rivincita sull’inverno.
Nella mia storia di frequentatore della Maremma, ci sono alcune incursioni invernali di rara bellezza.
Ne ricordo una, non proprio d’inverno ma comunque già in autunno, all’Alberese.
Ero con un mio amico, stavamo inoltrandoci all’interno verso il mare, quando fummo circondati, nel vero senso della parola, da una trentina di puledri giovanissimi e curiosissimi.
Continuavano a guardarci con l’aria stupita di chi vede un bipede e noi ricordando, sempre al superlativo, che i cavalli sono anche paurosissimi, ci limitammo a battere le mani e loro si eclissarono con la stessa rapidità con la quale erano comparsi.
Non dico che sempre, quando ci sono le cosiddette mezze stagioni, la Maremma offre di questi spettacoli, forse anche di più belli.
Parlo ancora una volta di Costa Concordia per porre, ripeto, la domanda: «Ma, insomma, il relitto in che modo, come e quando verrà tolto da quel tratto di mare dove giace dalla notte fra il 13 e il 14 gennaio?».
Ho perso il conto delle proposte e delle iniziative per provvedere alla rimozione. L’esperienza mi dice che quando sono troppi a proporre, difficilmente si è rapidi nell’individuare la soluzione più giusta.
L’unica notizia
che compare ogni volta è che, comunque sia, per rimuovere il relitto della Concordia ci vuole un anno. Questo, ormai, non lo nasconde più nessuno.
Mando a dire a chi abita al Giglio di non fare come me: cioè di avere pazienza. Maremmando, maremmando.
Maurizio Costanzo
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