Il dolore
Rsu Cgil ai ferri corti con la proprietà ex Mabro
Rotta la tregua con l’imprenditore Andrea Barontini, martedì di nuovo in piazza. Appello ai lavoratori delle aziende in crisi: «Vi invitiamo a partecipare tutti»
GROSSETO. La discussione è andata avanti fino alle 15.30 ieri pomeriggio. E alla fine dell’assemblea alla Mabro, quello che è venuto fuori con forza è stata la frattura tra rsu Cgil e le altre rappresentanti sindacali. Divise sulla strategia da adottare nei confronti dell’azienda, in guerra, da ieri, anche contro Barontini. Da una parte l’rsu Cgil, insieme a Maurizio Giuliarini, rappresentante Cisl, dall’altra i rappresentanti di Cisl e Uil.
A mezzogiorno e mezzo le vestaglie azzurre si sono trovate in assemblea: c’era da decidere le prossime mosse, c’era da fare il punto su quello che poteva succedere, raccontare a chi la scorsa settimana non era a Firenze quello che era venuto fuori nell’incontro con l’assessore regionale Simoncini.
Andrea Barontini e lo staff della dirigenza erano in fondo alla sala e hanno ascoltato parola per parola quello che le rappresentanti dei lavoratori stavano spiegando all’assemblea: la preoccupazione per le sorti della fabbrica, sostanzialmente. La preoccupazione che per la Mabro sia arrivato il tempo di chiudere, anche se nessuno è disposto ad accettare un’ipotesi del genere. «Barontini ha detto di voler parlare con noi - spiega Nadia Perino, rsu Cgil - ma anziché accoglierci nel suo ufficio e spiegarci quello che avrebbe voluto, ha parlato direttamente in assemblea». L’imprenditore, insomma, avrebbe adottato un atteggiamento antisindacale dicendo in assemblea e senza quindi passare attraverso le rsu, che domani, probabilmente, verranno pagati gli stipendi di marzo. «Stavamo decidendo di fare un sit-in giovedì - spiegano le rsu Cgil - al quale invitiamo anche tutti gli altri lavoratori delle aziende in crisi della Maremma, e stavamo spiegando qual era la nostra posizione rispetto a quello che ci era stato detto a Firenze». Le rsu Cgil, l’intervento di Barontini in assemblea, non lo hanno digerito.
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