Il Tirreno

Grosseto

Negozi al posto del Florida Autorizzazioni ok, si parte

Il nuovo progetto presentato dai costruttori rispetta tutte le norme urbanistiche La giunta pronta a dare il via libera ai lavori, ma prima carte in 6ª commissione

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FOLLONICA. Ultimi passaggi burocratici in municipio e poi via ai lavori al vecchio Florida. Il progetto per la ristrutturazione dell’edificio ribattezzato dai follonichesi “la terrazza sul mare” sta arrivando al traguardo, almeno a livello di autorizzazioni per l’avvio dei lavori.

Dopo un ritardo dovuto al rigetto da parte dell’amministrazione comunale della prima idea presentata dai costruttori (per alcune volumetrie non corrispondenti alle norme), il sindaco assicura che in questi giorni porterà il nuovo disegno (che a quanto pare stavolta ha tutte le caratteristiche previste dal regolamento urbanistico) in sesta commissione, così che anche i consiglieri di centrodestra possano prenderne visione.

«Lo avevo promesso e lo farò», spiega Eleonora Baldi. Dopo le polemiche suscitate dalla notizia di un completo restyling per il Florida (già storica sala da ballo della città, che con la riqualificazione invece diventerà un piccolo centro commerciale), il primo cittadino disse che avrebbe fatto in modo che i progetti sul nuovo look fossero discussi in consiglio comunale. Poi il dietrofront. Solo la giunta (quindi lei e i suoi assessori) ha il potere decisionale su questo argomento: da qui la scelta di prevedere un passaggio in sesta commissione consiliare in modo che l’opposizione potesse per lo meno vedere quelle carte.

In realtà quel che volevano i cittadini era tutt’altro: addirittura con una petizione in molti avevano chiesto all’amministrazione di fare in modo che all’interno della nuova costruzione rimanesse uno spazio dedicato al ballo, per non privare definitivamente quel posto della sua caratteristica originaria.

«Non è possibile, la proprietà è di un privato», ha ribadito più volte la Baldi. Dunque il Comune si limita a dare le indicazioni sulle volumetrie e sulle cubature da rispettare e sulla destinazione d’uso (dove era compresa anche la sala in questione). Nessun imprenditore ha espresso la volontà di acquistare o affittare lì dei fondi per creare una specie di balera: pochi parcheggi, problematiche relative all’inquinamento acustico, sono solo due dei deterrenti che hanno frenato un possibile investitore.

Insomma niente sala da ballo, almeno per ora. All’orizzonte invece la conclusione dell’iter burocratico: a breve le ruspe inizieranno a smantellare la vecchia costruzione, che oramai altro non è che un cumulo di erbacce e sporcizia, per poi innalzare la nuova costruzione dove si prevedono garage sotterranei, negozi, bar e ristoranti. Così l’addio al vecchio Florida sarà realtà.

Paola Villani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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