Sicurezza
«Mercatino dimezzato divieti incomprensibili»
MARINA DI GROSSETO. Lacci e lacciuoli e il Paese resta fermo. Sì perché tra le mille leggi e leggine destinate a regolare il nostro vivere quotidiano ce ne sono alcune che proprio sembrano essere...
MARINA DI GROSSETO. Lacci e lacciuoli e il Paese resta fermo. Sì perché tra le mille leggi e leggine destinate a regolare il nostro vivere quotidiano ce ne sono alcune che proprio sembrano essere nate per il semplice gusto di complicare la vita. È il caso della manifestazione Maggio al mare, evento organizzato da alcuni esercenti aderenti al Centro commerciale naturale di Marina di Grosseto e dalla Pro loco. La festa, che doveva durare dal 28 aprile al 1º maggio, era destinata a raccogliere numerosi visitatori. Peccato che per poter svolgere il tutto nel modo corretto fosse necessario avere tra le mani il lasciapassare della Soprintendenza, che poteva dare l’ok se avvisata con minimo 90 giorni di anticipo. Senza l’obbligatoria autorizzazione un evento non può infatti durare più di due giorni. Come è andata a finire? Metà festa tagliata e legge rispettata. «Non capiamo che tipo di impatto ambientale possa avere un mercatino – sbotta il direttore della Confcommercio, Paolo Regina – quel che è certo è che esistono mille norme, a volte persino contraddittorie, spesso incomprensibili. Difficile dire che siamo in uno Stato di diritto». Sempre dall’associazione dei commercianti denunciano le tempistiche, ritenute a dir poco discutibili: «Paiono essere imposte per evitare, a priori, che qualcuno organizzi qualcosa: 90 giorni prima sono un’eternità. Nella maggioranza dei casi gli organizzatori non sono materialmente in grado di conoscere tutti i dettagli della manifestazione con un tale anticipo. Ci batteremo affinché la normativa venga rivista. La burocrazia cui sono sottoposte queste iniziative ha del paradossale: è cieca e contorta al tempo stesso, prevede il rispetto totale di una miriade di normative e postille, sino a sfociare nel ridicolo».
E ad essere danneggiati non sono solamente gli esercenti e i turisti: «Erano stati contattati diversi ragazzi per lavorare durante l’evento, con contratti a chiamata».
Maurizio Bernardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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