L’Inpgi vince la causa la Provincia paga
GROSSETO. Tra i capisaldi della sua riforma del lavoro, il ministro Elsa Fornero ha annunciato un “contrasto secco e severo alle finte partite iva” che, in realtà, mascherano forme di lavoro...
GROSSETO. Tra i capisaldi della sua riforma del lavoro, il ministro Elsa Fornero ha annunciato un “contrasto secco e severo alle finte partite iva” che, in realtà, mascherano forme di lavoro subordinato. Un escamotage contrattuale, a vantaggio del datore di lavoro che paga meno contributi, utilizzato anche dalla Provincia di Grosseto. Dal 2002 ad oggi, con tre giunte di centrosinistra, due targate Scheggi e quella attuale di Marras, l'ufficio stampa è sempre stato affidato a soggetti “esterni”. Ma a cavallo tra la fine del 2008 e gli inizi del 2009, gli ispettori dell'Inpgi, l'ente previdenziale dei giornalisti, si sono accorti che il rapporto lavorativo di chi si occupa della comunicazione dell'amministrazione provinciale è tutt'altro che autonomo ed ha chiesto il saldo del differenziale contributivo non versato. Palazzo Aldobrandeschi ha presentato ricorso ma il giudice del lavoro del tribunale di Roma, a dicembre, ha dato ragione all'Inpgi, condannando la Provincia al pagamento di 2mila 200 euro di spese legali e dei contributi non corrisposti. La gestione dell'ufficio stampa provinciale è finita recentemente sotto i riflettori dopo che il capogruppo del Pdl, De Carolis, ha presentato un'interrogazione per avere delucidazioni sull'ultimo bando di gara indetto a novembre che, invece di ricercare figure individuali, era rivolto a società con specifici requisiti: la presenza di almeno due giornalisti iscritti all'albo; l'aver ottenuto tre contratti simili negli ultimi tre anni o due se l'attività era stata avviata da meno di 36 mesi.
Ad aggiudicarsi la gara con base d'asta a 124mila euro, ma con un offerta ribassata a 106mila euro lordi, è stato Greimas Media Agency, uno studio grossetano che ha come soci unici Monica Moretti e Giuseppe Orfino. Entrambi giornalisti pubblicisti e con partita iva, arrivarono rispettivamente al primo ed al secondo posto del bando di selezione del 2009 per “aiuto ufficio stampa” della Provincia. Incarico ricoperto da Moretti dal luglio 2009 al dicembre 2011 quando, per il periodo di maternità, è stata sostituita fino a poco tempo fa dallo stesso Orfino. Nel botta e risposta con De Carolis, il presidente Marras aveva sostenuto che «la scelta di ricorrere all'affidamento del servizio, interrompendo il ricorso ad incarichi individuali esterni» era stato un modo per ottemperare «ad una precisa presa di posizione dell'Inpgi». Ma lo stesso ente previdenziale spiega: «Se la Provincia avesse voluti indire un concorso individuale, sarebbe stata liberissima di farlo – spiega un funzionario da Roma – a patto di inquadrare i vincitori come dipendenti e non autonomi». Il giudice del lavoro ha sottolineato come le tre giornaliste che in quel periodo seguivano la comunicazione, tra le quali la stessa Moretti, garantivano «la presenza presso l'ufficio stampa per 5 giorni a settimana», utilizzavano «mezzi e strutture messe a disposizione dalla Provincia» coordinandosi «con il presidente, il direttore generale e gli assessori». E svolgendo una «prestazione lavorativa esclusiva». Con il riconoscimento della natura subordinata, l'aliquota dei contributi Inpgi sale dal 12% dei free lance al 19,47% del 2009 ed al 26,72% attuale. Mentre il datore di lavoro di professionisti autonomi ha a proprio carico una quota del 2% dello stipendio lordo, nei confronti dei dipendenti due anni fa doveva versare il 12,98% e ora il 17,81%. Considerando che lo stipendio lordo per gli addetti stampa era di circa 1600 euro e le tre giornaliste hanno lavorato rispettivamente per circa uno, 5 e 7 anni, provando a fare i calcoli la Provincia ha corrisposto circa 5mila euro di contributi e dovrà pagare almeno altri 40mila euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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