Finanza
Inceneritore, ore decisive tra sentenze e nuovi iter
SCARLINO. Scarlino Energia tra passato, presente e futuro. Il passato riguarda le autorizzazioni dell’impianto annullate dal Tar, per cui la società ha presentato il ricorso che verrà discusso nel...
SCARLINO. Scarlino Energia tra passato, presente e futuro.
Il passato riguarda le autorizzazioni dell’impianto annullate dal Tar, per cui la società ha presentato il ricorso che verrà discusso nel merito domani. E proprio quel che accadrà domani, sarà il presente da gestire nell’immediato.
Ma la vigilia è resa ancor più calda dalla richiesta fatta alla Provincia per una nuova Via e una nuova Aia (e questo è il futuro), che ha infuocato il dibattito.
Tappa fondamentale comunque è quella di domani. Molto probabilmente, l’ultima nel tour che l’inceneritore scarlinese ha fatto nelle aule dei tribunali. La società torna dunque a confrontarsi con il Consiglio di Stato, lo stesso organo che tra dicembre e gennaio ha prima concesso e poi ritirato la sospensiva rispetto alla sentenza del Tar (che ha annullato a novembre le autorizzazioni).
Domani si discute nel merito del ricorso presentato sia dal privato che dalla Provincia di Grosseto, per quello che in molti si aspettano sia l’ultimo atto di questa kermesse giudiziaria-amministrativa.
In ogni caso la sentenza del Consiglio non è attesa nell’immediato, secondo le previsioni, ma tra un bel po’ di tempo. Intanto, però, gli ambientalisti non riescono a scindere questo presente con il futuro delle nuove autorizzazioni. La richiesta di queste ultime «certo non può dirsi una sorpresa», dice il presidente del Comitato del No, Mario Monciatti. Però «possono sorprendere i tempi della richiesta», continua.
C’è chi sostiene che questa mossa «potrebbe indebolire la difesa delle vecchie», spiega Monciatti. Oppure «potrebbe voler dire che l’azienda è consapevole di quanto il Tar e il Consiglio di Stato hanno già affermato, cioè che le autorizzazioni sono da annullare e che non è provato che l’attività dell’inceneritore sia innocua per l’ambiente e la salute».
E in questo senso, «l’azienda di fatto si sgancia dalle procedure e dai permessi su cui ha poggiato sino ad oggi , pur avendole difese strenuamente assieme alla Regione ed alla Provincia».
Tra l’altro, il Comitato e la società (attraverso la sua newsletter) brandiscono paradossalmente un’arma comune: le nuove normative europee.
Da una parte ci sono gli ambientalisti che fanno riferimento alla neo approvata relazione sulla “Strategia europea per la biodiversità 2020”, dove sono indicati «una netta riduzione della produzione di rifiuti e un divieto d’incenerimento dei rifiuto che possono essere riciclati o compostati».
Dall’altra c’è Scarlino Energia che sottolinea come la Commissione ambiente dell’Europarlamento abbia proposto sanzioni per gli Stati membri che non rispettano la gerarchia del ciclo integrato.La guerra continua
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