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A mano armata e col passamontagna per nascondersi

A mano armata e col passamontagna per nascondersi

GROSSETO. Sonni tranquilli, nelle banche e negli uffici postali della Maremma, non si dormono più. Negli ultimi mesi gli assalti a filiali e poste per racimolare anche pochi spiccioli, sono diventati...

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GROSSETO. Sonni tranquilli, nelle banche e negli uffici postali della Maremma, non si dormono più. Negli ultimi mesi gli assalti a filiali e poste per racimolare anche pochi spiccioli, sono diventati sempre più frequenti. Ravi, Grosseto, Tirli e Castiglione della Pescaia. Ieri mattina secondo gli investigatori, due potevano essere gli obiettivi: il furgone portavalori, quello che stava portando i soldi per le pensioni all’ufficio postale del borgo che si trova sulle colline di Castiglione o le poste stesse. Rapinate meno di un mese fa, da un uomo che impugnava un’arma. Il bottino, in quell’occasione, fu magro: 50 euro di spiccioli. Difficile che chi era entrato alle poste quel giorno, ieri si fosse messo di nuovo su quella strada per tentare un nuovo colpo.

Soltanto nel 2012, le rapine avvenute in Maremma sono state quattro: una volta tocca alle poste, un’altra volta invece tocca alle banche. In un’alternanza che a questo punto è diventata inquietante: A Ravi, il colpo alle poste del primo marzo aveva fruttato alcune decine di migliaia di euro di bottino. Un bel colpo, che ha fatto alzare la guardia alle forze dell’ordine. Poi è stata la volta del Monte dei Paschi di viale Uranio, a Grosseto. Dentro la banca era entrato un uomo, da solo. Il complice lo aspettava fuori in sella a uno scooter, pronti a scappare. Poi c’è stato il colpo alle poste, quello di Tirli: era il quattro aprile, quando un uomo con il passamontagna calato e una pistola in pugno è entrato nell’ufficio per uscire poco dopo con appena cinquanta euro.

Passati tredici giorni, il 17 aprile, in due sono entrati in azione alla Cassa di risparmio di Firenze di Castiglione della Pescaia. Questa volta la rapina era riuscita e i soldi portati via non erano pochissimi: trentaduemila euro. I rapinatori però, non avevano fatto i conti con i carabinieri: Ugolini e Di Iorio furono arrestati durante la fuga, con la loro auto finita fuori strada. Pochi giorni fa la condanna per rapina a sette anni di carcere e quattromila euro di multa ciascuno. Ora, banditi che aprono il fuoco per strada. Come fecero già due estati fa, all’Argentario, quando i banditi crivellarono di colpi la macchina dei militari.

(f.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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