Italia
Inceneritore, è scontro sui documenti
Ambientalisti all’attacco sulla decisione della società di presentare la richiesta della nuova Via prima del verdetto
SCARLINO. Ci sono arrivati ancor prima della stampa. L’avviso pubblico per la richiesta di nuove autorizzazioni, pubblicato da Scarlino Energia su alcuni quotidiani come da prassi, non è sfuggito agli ambientalisti o comunque a coloro che non vedono di buon occhio l’inceneritore dell’area industriale del Casone.
Il giorno stesso infatti, il 27 aprile, la foto della pagina con l’avviso della società è finita su facebook nella bacheca del gruppo “Diciamo no all’inceneritore di Scarlino”, dove membri del comitato e quant’altri discutono da sempre dell’argomento.
E in attesa dell’udienza del Consiglio di Stato, in agenda per il 4 maggio, quando verrà discusso nel merito il ricorso presentato da Scarlino Energia contro la decisione del Tar, la richiesta alla Provincia per il rilascio di una nuova Via e una nuova Aia divide le opinioni degli iscritti della pagina web, tra dubbi sugli iter e sulla tempistica. Ad esempio, prendiamo il caso che «nel rigettare la prima Via (cosa ancora da avvenire) – come si legge sulla pagina - si dicesse che è obbligatorio uno studio epidemiologico, la seconda deve tenerne conto o no?». Oppure «se viene detto che nessuna nuova attività può essere avviata prima di bonificare il sito, la seconda deve tenerne conto o no?».
Ma è l’autore stesso di queste domande a predicare prudenza: «aspettiamo il Consiglio di Stato». Infatti, saranno nella sentenza che ne verrà partorita (l’udienza è la prossima settimana, ma il verdetto è atteso da molti ben più tardi), tutte le risposte a questi dubbi. A dire la verità, però, ce n’è uno che sorge spontaneo agli stessi ambientalisti, legato alla presentazione delle nuove autorizzazioni proprio alla vigilia della tappa in tribunale. Il sospetto è che la richiesta possa in qualche modo interferire con la decisione del Consiglio stesso. Della serie: «guarda, tu puoi anche dare parere negativo, ma noi abbiamo dalla nostra parte una nuova Via, così poi dovrai occupartene di nuovo. E anche se la boccerai noi continueremo: meglio arrenderti».
Questo il senso che dà uno degli iscritti a questa mossa.
Ma alla discussione non partecipano soltanto i contrari all’inceneritore. «A me sembra che la presentazione di una nuova procedura di Via e di Aia sia del tutto corretta», troviamo scritto. «La valutazione fatta dall'impresa depone della preparazione affatto male del management: se l’udienza va bene Scarlino Energia ha di nuovo la vecchia autorizzazione e la nuova procedura avrà comunque il suo corso; se invece va male, pochi giorni dopo la sentenza la società potrebbe avere la nuova autorizzazione». Così come «sui tempi delle osservazioni: 60 giorni dalla data del deposito (24 aprile ndc)». Anche questa scadenza però non è sfuggita agli ambientalisti.
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