Attenzione
Condannati a 7 anni per la rapina in banca
Sette anni la dura condanna per la rapina messa a segno il 17 aprile alla Cassa di risparmio di Firenze di Castiglione. Il collegio (Puliatti presidente, Muscogiuri,...
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Sette anni la dura condanna per la rapina messa a segno il 17 aprile alla Cassa di risparmio di Firenze di Castiglione.
Il collegio (Puliatti presidente, Muscogiuri, Compagnucci) ha mitigato la richiesta del sostituto procuratore Leopizzi che aveva sollecitato 9 anni anche per il furto delle targhe di una Panda posteggiata in via Bianciardi a Grosseto (applicate a una Lancia Y rubata e intecettata durante la fuga) e del furto di un motorino Scarabeo in sosta lungo la provinciale 3, entrambi ritenuti strumentali al colpo da 20 mila euro (il denaro in cassaforte più quello portato dalla guardia giurata per caricare il bancomat). La condanna di Simone Ugolini, 40 anni, e Lucio Di Iorio, 41 anni, entrambi di Bologna, arrestati dai carabinieri, comprende anche la sottrazione della pistola semiautomatica Stoeger 9x21 alla guardia giurata, fatta inginocchiare («posa la pistola») e il porto abusivo di tale pistola e delle dieci cartucce contenute nel caricatore.
Il processo si è svolto con il rito abbreviato e dunque la condanna ha previsto lo sconto di un terzo sulla pena. I giudici hanno anche inflitto 2.000 euro di multa a ciascuno nonché il pagamento delle spese processuali e di mantenimento in carcere. Sono stati interdetti dai pubblici uffici in perpetuo; legalmente per la durata della pena; e dall’esercizio della potestà dei genitori durante l’esecuzione della pena. Targhe, denaro, pistola e denaro devono essere restituiti. Da confiscare invece passamontagna, berretti, fascette, guanti, attrezzi, caschi e caricabatterie sequestrati dai carabinieri e ritenuti strumenti dell’assalto, così come la pistola priva del tappo rosso con la quale erano stati minacciati i nove i dipendenti della banca. Due di loro si erano visti legare le mani dietro le spalle con delle fascette da elettricisti. Avrebbe agito materialmente Ugolini, con il volto coperto dal passamontagna, mentre Di Iorio avrebbe svolto le funzioni di palo. I due si tenevano in contatto con una ricetrasmittente.(p.s.)
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