Proteste
Il paese blocca la Senese contro Poste
Due ore di traffico a singhiozzo, ieri mattina, per la protesta di Casale di Pari. In strada quattro generazioni di cittadini
CIVITELLA PAGANICO. Il più piccolo ha 4 anni e si chiama Niccolò, il più anziano Ulisse e di anni ne ha 83. In mezzo c’è un intero paese, Casale di Pari, un centinaio di persone che ieri mattina hanno manifestato per la seconda volta in tre settimane contro Poste Italiane sulla Senese, una delle due arterie più importanti della provincia di Grosseto.
Bambini e nonni, mamme e babbi hanno portato i loro striscioni e cartelli alla curva prima del viadotto del Petriolo: sopra hanno scritto il loro sfogo contro un’azienda che da circa un mese ha chiuso, da un giorno all’altro, l’ufficio postale di Casale di Pari e prevede di chiudere, da qui a un anno, quello di Pari, i due paesi nel comune di Civitella Paganico.
Minacciavano il blocco totale del traffico, ma alla fine sulla rabbia hanno vinto le buone maniere: i manifestanti hanno fermato il traffico solo a singhiozzo, sotto l’occhio vigile di carabinieri e polizia, coordinati dal vicequestore Gianni De Bellis. Più che bloccare le auto, per loro l’importante era far passare un messaggio: giù le mani dal servizio postale.
La decisione di chiudere lo sportello postale di Casale i paesani non intendono proprio accettarla. La Posta, qui, è uno degli avamposti di servizio per i pochi abitanti che resistono alla tentazione di abbandonare tutto e trasferirsi in città: pensionati che dopo una vita di fatica ora si vedono togliere anche la soddisfazione di andare a riscuotere la pensione, giovani che aiutano a tenere in piedi questi piccoli gioielli del tessuto extraurbano di cui è puntellato lo stivale, imprenditori che in queste campagne danno lavoro e tengono viva l’economia.
Persone, famiglie, aziende che non pretendono la luna, ma si accontenterebbero di una mattinata a settimana di sportello aperto, com’era fino allo scorso marzo, e ai quali è stata sottratta anche questa minima comodità. Per questo il 7 aprile avevano sfilato a passo di lumaca con le loro auto sulla quattro corsie.
Ieri ci sono tornati. Chi si aspettava traffico in tilt, forze dell’ordine in assetto antisommossa e strada off limits è rimasto deluso. La protesta, organizzata dal Comitato 2 Giugno, è stata pacifica e anche l’effetto “disagio” è stato scongiurato, complice il maltempo che ha tenuto a casa le frotte di turisti previsti in transito.
Alle 10 i manifestanti hanno cominciato ad attraversare da un lato all’altro la strada e hanno continuato per un’ora e mezza a più riprese. Hanno sostato un po’ sull’asfalto, con un megafono si sono scusati con gli automobilisti e spiegato le loro ragioni. Per Niccolò è stato quasi un gioco. Per Ulisse, 83 anni e in gambissima, la sua prima manifestazione “dura”. Ricevuti i complimenti per la veneranda età e le buone condizioni fisiche, ribatte: «Qui si vive anche cent’anni, ma per noi non c’è rispetto se ci levano anche la Posta».
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