Il Tirreno

Grosseto

Maiani regala un altro ospedale

di Gabriele Baldanzi
Maiani regala un altro ospedale

Il benefattore di Caldana questa volta “investe” in Camerun, è il decimo intervento

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ROCCASTRADA. Dieci e lode a Mario Maiani. Nei giorni scorsi è stato siglato l’ennesimo accordo per la costruzione di un altro ospedale, il decimo, stavolta in Camerun. Dopo l’avviamento dell’iter per un centro sanitario in Congo a fine marzo – attraverso la Fondazione Avsi di Milano - il benefattore di Caldana ha sottoscritto mercoledì a Grosseto un nuovo atto di donazione delle risorse economiche necessarie per la costruzione di un altro nosocomio in Africa. È il decimo finanziamento.

Non lontano dalla città di N'Djamena, vicino al confine col Ciad, in località Moutouroua, sorgerà nel 2013 il nuovo ospedale a servizio di una popolazione indigena di 20.000 abitanti. Venti posti letto dedicati soprattutto a madri e bambini, con pronto soccorso, reparto di ostetricia, pediatria, ambulatori e servizi, tra cui una foresteria per l’ospitalità di volontari.

Sarà la Fondazione Cumse di Cinisello Balsamo a beneficiare del finanziamento e a realizzare l'opera ideata dal Maiani con l'aiuto dell'ingegner Mario Amerini. Ha aperto la strada al progetto il presidente di Cumse, il chirurgo Roberto Stigliano, che si è prima incontrato a Caldana col benefattore e poi è intervenuto ufficialmente a siglare l'impegno, che prevede il completamento dei lavori entro dodici mesi.

«Ringrazio Maiani – ha detto Stigliano - per la sua disponibilità e per aver scelto la nostra missione umanitaria nel nord del Camerun, una savana dimenticata in cui la situazione sanitaria è disastrosa, con problemi di colera, Aids, malaria e malnutrizione minorile».

La fondazione Cumse - che nella lingua africana Guizigà significa “Grazie a voi” - opera qui con una fitta rete di solidarietà nel settore sanitario. Per la gestione dell'ospedale si avvarrà della Compagnia delle Figlie della Carità di San Vincenzo di Paola, una congregazione religiosa che lavora in Camerun dal 1970 e gode del rispetto e della riconoscenza delle autorità e delle popolazioni locali, con grande esperienza nella gestione di centri d’accoglienza per l’infanzia, scuole, dispensari e ospedali.

Maiani non è nuovo a imprese umanitarie: nel 2002 in Bolivia, nel 2003 in Perù, nel 2004 e 2005 ancora in Bolivia con altri due centri sanitari, nel 2008 a Caldana con una casa di riposo, nel 2009 con un poliambulatorio in Nigeria e una clinica ostetrica in Etiopia. Sono quindi sette i centri sanitari avviati a servizio di 500.000 utenti. Attualmente Maiani oltre a quello in Camerun, ha in corso la costruzione di un ospedale in Etiopia affidato alla Lismas onlus di Roma (la cui inaugurazione è prevista già a fine 2012) e un ospedale in Congo con inaugurazione prevista nel 2013.

Da un’indagine svolta dal Ministero degli Esteri, Maiani risulta al momento l'unico italiano che sta investendo per migliorare la situazione sanitaria in Africa, senza il benché minimo ritorno economico. Maiani è un personaggio fuori dal comune; e non solo per la generosità verso i più poveri del terzo mondo ma anche per la sua caparbietà nel perseguire questi certi ideali di solidarietà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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