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Grosseto

Mafia in Maremma, la guardia resta alta

Mafia in Maremma, la guardia resta alta

La Fondazione Caponnetto presenta i dati. Calleri: «Preoccupati per il camion incendiato a Follonica»

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SCANSANO. Una diagnosi non grave, ma il paziente va comunque tenuto sotto osservazione. È questo il dato che emerge dall’ultimo rapporto sulla criminalità organizzata in Toscana sulla situazione grossetana, divulgato ieri dalla Fondazione Caponnetto a Scansano.

«La provincia di Grosseto è messa meglio rispetto ad altre in Italia«, spiega sulla Salvatore Calleri, presidente della Fondazione insieme a Elisabetta Baldi Caponnetto, moglie di Nino. «La mafia è presente sul territorio ma non in modo elevato; in modo, possiamo dire, “normale”. Non ci sono, insomma, comportamenti visibilmente mafiosi».

Ci sono però campanelli d’allarme. «Lo sono il consumo di stupefacenti da parte dei giovani - spiega Calleri - visto che il traffico di stupefacenti è appannaggio della mafia. Lo è la crisi economica, che può favorire il ricorso all’usura. L’ultimo rapporto della Direzione nazionale antimafia poi segnala gruppi camorristici in Toscana nel settore del riciclaggio di denaro e questo significa una presenza spalmata ovunque».

La Fondazione Caponnetto invita a controllare le strutture turistiche e le ditte edili. E punta il dito su un fatto recente che ha scosso Follonica. «L’incendio doloso del camion a Follonica a metà aprile nel cantiere del teatro mi preoccupa molto - spiega Calleri - perché un camion che brucia in modo doloso può essere un segno preciso. Nel settore dei camion operano gruppi casalesi e catanesi; c’è solo da sperare che non siano arrivati qua».

Più preoccupante è la situazione nell’alto Lazio, «ed è questa vicinanza - spiega Calleri - che dovrebbe preoccupare. Per il resto in Toscana preoccupano soprattutto le zone di Massa Carrara, la Lucchesia, il Livornese e l’Aretino. La Dia sta inoltre monitorando i grandi appalti, compreso quello per la costruzione dell’autostrada in Maremma».

Quali sono i campanelli d’allarme per un imprenditore? «Quando si ha a che fare con un nuovo soggetto - spiega Calleri - bisogna chiedersi chi sono, che lavoro fanno, chi frequentano e da dove prendono i soldi». E se si sospetta qualcosa? «Fare subito una segnalazione anonima alla Dia. Devo ammettere che qui a Grosseto c’è la fortuna di avere una Prefettura attenta». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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