Il Tirreno

Grosseto

L’ultima primavera dell’ex mattatoio

di Francesca Ferri
L’ultima primavera dell’ex mattatoio

Iniziata la demolizione del Foro Boario che mercoledì sarà raso al suolo. Vi sorgerà la sede della Camera di commercio

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GROSSETO. Un pezzo di storia della città se ne va. Da qualche giorno il Foro Boario è in demolizione e mercoledì 2 maggio la storica sede dell’ex mattatoio cadrà sotto i colpi delle ruspe.

Sono iniziati la scorsa settimana i lavori per spianare il terreno in vista della costruzione della nuova sede della Camera di commercio che, com’è noto, lascerà via Cairoli in centro storico e sorgerà qui.

La ruspa della ditta Busisi ha raso al suolo alcune tettoie, diversi fabbricati minori e annessi e la struttura a forma di fungo, in cemento, che si trovava nell’area, compresa tra viale Monterosa e viale Europa. L’edificio grande sarà abbattuto mercoledì, qualche giorno dopo rispetto alla prima tranche conclusa giovedì scorso perché, per questa struttura che si affaccia su viale Monterosa, erano necessari dei permessi dal Comune per transennare la strada.

Ecco dunque che qualcosa si sta muovendo nella ridefinizione del disegno urbanistico della zona. A parte un ultimo lotto tra via Monterosa, via Monte Leoni e via Moncenisio, che non ha ancora trovato acquirenti (l’ultima asta andata deserta è dello scorso ottobre), il Foro Boario è stato venduto dal Comune nel 2007 per 17 milioni di euro. Si prevede di realizzarci 33mila metri cubi di appartamenti, 24mila metri cubi di uffici, dei quali 16mila occupati dalla Camera di commercio e il resto destinato a negozi e recupero di immobili esistenti. Oltre alle nuove costruzioni, nella zona è prevista una nuova strada, una bretella che collegherà viale Europa e viale Monterosa, il cui progetto preliminare è stato approvato alla fine del 2010.

Una piccola rivoluzione, insomma, che sarà partorita da un enorme cantiere. Per questo l’arrivo delle transenne ha destato qualche curiosità tra gli abitanti. Ma il presidente della Camera di commercio, Gianni Lamioni, frena.

«Mi farebbe piacere poter dire che è l’inizio dei lavori per la costruzione della nostra nuova sede, ma non è così», spiega Lamioni. «Queste demolizioni non sono legate al progetto della costruzione, che è ancora in fase di predisposizione, ma sono, diciamo, ciò che serviva per sanare la situazione. Il muretto cascava, le piante invadevano la strada, la zona era pericolante e poteva diventare insicura nel caso i clochard vi fossero entrati. Per noi è stato più oneroso che non aspettare di inserire la demolizione nel progetto definitivo, ma d’altro canto il patrimonio pubblico non può essere solo valorizzato: va anche bonificato».

Il 20 dicembre dello scorso anno al Foro Boario furono trovate undici persone, tutte di origine romena con a carico precedenti per reati contro il patrimonio, che furono denunciati per invasione di terreni ed edifici. Lo spiazzo, oggi, è una distesa di detriti, tronchi d’albero e sfalci. «Il progetto preliminare è stato approvato ed è affidato a Tecnocamere, la società in house della Camera di commercio e siamo in attesa del progetto definitivo. La nuova sede sarà costruita secondo criteri di risparmio energetico e avrà ampi parcheggi, cosa che la sede di via Cairoli non poteva permettersi. Entro il 2012 vorremo uscire con il bando per individuare il soggetto che eseguirà i lavori e contiamo di affidarli all’inizio del 2013».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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