Il Tirreno

Grosseto

«Il bando di ammissione va rifatto»

di Sara Landi
«Il bando di ammissione va rifatto»

Centrodestra all’attacco del Comune: criteri discriminatori per molte famiglie. E anche Iside andrebbe chiusa

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GROSSETO. Ottenere il ritiro del bando per l'accesso a nidi e alle scuole materne e riportare la gestione delle strutture educative per l'infanzia sotto il controllo diretto del Comune. È questo il doppio binario su cui si muove compatta l'opposizione, come ribadito ieri in una conferenza stampa aperta ai cittadini cui hanno partecipato i tre consiglieri della lista Lolini (Claudio Pacella, Riccardo Megale e Andrea Ulmi), due consiglieri del Pdl (Giacomo Cerboni e Fabrizio Rossi) e Luigi Colomba. «I gruppi consiliari di centrodestra – ha detto in apertura Pacella – sono compatti nel difendere i diritti delle famiglie per convincimento. Con l'ultima rettifica del bando adottata in fretta e furia da Iside di fatto siamo nella situazione paradossale per cui ogni famiglia può legittimamente presentare l'Isee che più gli conviene. Questo è segno del dilettantismo con cui si affrontano i problemi».

Gli fa eco il consigliere Megale: «Con la rettifica del bando non si è fatto altro che mettere una pezza più brutta del buco stesso. Inoltre non si può dire che con il nuovo bando avrà il posto chi ha più bisogno. Questo perché è pura utopia che un bando strutturato sul parametro Isee garantisca più equità nell'accesso ai servizi». Il rischio anzi, temono i consiglieri del centrodestra, è che si crei uno scenario di divisione tra gli asili comunali per i poveri e le strutture private per i ricchi. «Noi dell'opposizione – dice Colomba – siamo collaborativi ma vogliamo avere voce in capitolo. Per questo faremo tutti uniti la battaglia perché il bando venga ritirato e si chiuda Iside riportando la gestione degli asili dentro l'ente». Secondo Colomba «in tempi di vacche magre Iside non ha più ragione d'essere perchè evidentemente è uno strumento che non si può più controllare ed è un doppione rispetto all'assessorato di riferimento».

«Non si possono fare esperimenti sulla pelle delle famiglie grossetane – osserva da parte sua il capogruppo del Pdl in consiglio comunale Giacomo Cerboni –. Spostare il criterio di selezione dalla necessità al reddito esclude di fatto le fasce alte, le stesse che possono garantire il servizio anche alle fasce basse. Per non parlare degli aumenti tariffari che graveranno da settembre sulle famiglie e decisi dal Comune a dicembre: il trasporto scolastico costerà fino al 70 per cento in più così come aumenterà il costo dei buoni pasto che saranno adeguati al tasso di inflazione. Vi è poi il problema degli scaglioni di reddito per poter beneficiare dei voucher regionali che sono stati modificati in modo secondo noi illegittimo». Cerboni ribadisce quanto già detto da altri esponenti dell'opposizione: «Non siamo qui per cavalcare demagogicamente la protesta sociale ma per tenere conto di questi problemi e per ribadire che per sua natura il parametro Isee ha delle lacune. Noi del centrodestra lo abbiamo fatto presente e non solo non siamo stati ascoltati ma addirittura è diventato il criterio decisivo del punteggio in graduatoria». Isee a parte, i consiglieri della minoranza hanno evidenziato anche altri punti critici e contraddizioni del bando, dal caso particolare dei genitori non coniugati e non conviventi («non si capisce - dice Cerboni - se valga solo l'Isee della madre e in che misura pesi quello del padre») al parametro dell'orario di lavoro dei genitori che nel bando per il prossimo anno scolastico non viene più preso in considerazione, a parte il punto in più riconosciuto ai figli di chi lavora in orario notturno. Quasi come se per il Comune, lamentano alcuni genitori, fosse la stessa cosa lavorare due ore settimanali o quaranta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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