Proteste
Con Api, Udc e Psi nasce il terzo polo maremmano
A Follonica sancito l’accordo che vale fra il 13 e il 18% dei voti in Provincia I tre partiti vogliono condizionare le scelte. Giorgi: «Non siamo qui per caso»
FOLLONICA. Un convegno sull’economia. Un incontro pubblico molto partecipato, al Piccolo Mondo, venerdì. Tanti gli argomenti interessanti.
Ma, a guardare bene gli organizzatori, si intuisce che dietro c’era ben altro. Perché a organizzarlo c’erano l’Api, l’Udc e i Socialisti. E poi anche i Verdi, ma solo perché a Follonica hanno un rapporto stretto con Api e Psi.
In realtà sono i primi tre partiti che, nell’occasione, hanno stretto un patto a livello provinciale, dando vita con una stretta di mano a una sorta di terzo polo maremmano che, nelle premesse, e per il peso elettorale (fra il 13 e il 19%, mica spiccioli) potrebbe condizionare molte scelte.
In politica quando si creano i vuoti, c’è sempre chi li riempie. È un po’ la regola dei vasi comunicanti: se qualcuno arretra, o è nel caos, c’è chi prende il suo posto. E il Pd, che fra gli organizzatori del convegno non c’era, nel caos c’è da parecchie parti, Follonica compresa.
Non importa essere strateghi della politica per capirlo, basta essere semplici osservatori. Uomini e donne del Pd sono dispersi in quasi tutte le liste nei tre paesi dove si vota, vedremo come andrà a finire, ma mai c’era stata una tale “diaspora”. A Grosseto il gruppo consiliare è diviso e in parte ostile al segretario, almeno su alcune scelte. A Follonica ogni giorno c’è un conflitto. A Orbetello si vuole silurare il segretario comunale e le timide smentite dei dirigenti dei circoli non sanano le fratture. Ovvio che, in questo contesto, ci sia chi si organizza. Restando nel centrosinistra e senza perdere le proprie specificità, sia chiaro, ma facendo massa critica.
I nomi presenti al convegno parlano da soli. C’erano il senatore Luciano Giorgi (presidente provinciale Psi), Gianfranco Chelini (assessore provinciale allo Sviluppo economico e al Turismo e segretario provinciale Api), Iacopo Tonelli (segretario provinciale Udc), Lorenzo Lombardi (segretario regionale Verdi) e il presidente della Camera di Commercio Gianni Lamioni, presente perché si parlava di economia, ma certamente vicino all’Udc.
Non sappiamo se il patto sia stato sancito, come accade sovente in questi ultimi tempi in Maremma, di fronte a un piatto di pasta, ma le sensibilità comuni si sono comunque strette la mano. Qualcuno dal pubblico una domanda sul tema l’ha fatta. E il senatore Luciano Giorgi ha risposto con la schiettezza che lo contraddistingue: «Non siamo qui per caso».
Al convegno, poi, c’erano oltre cento persone. Non poteva andare meglio, segno che la gente ha voglia di ripartire. «La provincia di Grosseto – ha detto Gianni Lamioni – è in piena crisi dal secondo semestre del 2011 e i motivi sono tre: considerevole calo dei consumi, problemi di accesso al credito da parte delle imprese, e crollo dell'edilizia, un tempo volano di crescita del modello-Maremma. Dobbiamo proteggere e difendere il tessuto produttivo locale in attesa di risposte dal Governo, per questo dobbiamo fare delle scelte a livello locale che ci consentano di uscire bene e il prima possibile dalla crisi. Dobbiamo seminare per la ripresa, e la principale certezza che abbiamo è proprio il territorio, è il brand Maremma, che dobbiamo avere il coraggio di proporre come il posto più bello al mondo. Se ci crediamo, tra un anno e mezzo potremo risalire».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
