Attenzione
Negozi aperti il 25 aprile: volantini choc
I commercianti trovano sulle loro vetrine un documento che li accusa di calpestare la memoria
ORBETELLO. Una protesta che ha colto di sorpresa quasi tutti i commercianti del centro storico della cittadina lagunare.
Nella notte del 25 aprile, giornata di commemorazione della liberazione dell’Italia dal dal nazifascismo, Orbetello e le vetrine dei suoi negozi sono state tappezzate di volantini intenzionati a catturare l'attenzione sulla scarsa sensibilità degli esercenti locali di fronte a questa ricorrenza.
Sui fogli bianchi formato A4 compariva a caratteri cubitali una severa intimidazione: «A chi vende e chi compra nel giorno 25 aprile, vergogna!», per poi proseguire contro l’abitudine consumistica di chi non ha alcun rispetto verso gli alfieri della libertà italiana.
Nel proclama si legge «Anche il 25 aprile a Orbetello (quasi) tutto sarà aperto: anche i lavoratori dei negozi dovranno fare lo straordinario». E, rivolgendosi alle due categorie – i bottegai e gli acquirenti – il messaggio chiosa: «Potrete vendere e comprare (quasi) tutto, nel giorno della Liberazione».
Il messaggio si fa poi sociopolitico con la considerazione della scarsa memoria storica nei confronti del proprio Paese e di chi ha lottato per la conquista della sua libertà: «Se l’unica libertà che conoscete è quella di vendere e comprare, naturale che non abbiate alcun rispetto neanche per i partigiani della lotta antifascista; naturale che non abbiate rispetto per qualcosa che non si vende e non si compra; naturale che non capiate che i partigiani sono morti anche per voi... senza che ve lo meritaste!».
Il monito non è però rivolto a tutti e salva coloro che hanno optato per la chiusura della propria attività (o non sono andati a fare shopping), e si completa con le parole «a tutti gli altri: Buona Resistenza!».
La firma in calce alla lettera è “Comitato antifascista Maremma”, organizzazione non ben individuabile che ha creato confusione nei commercianti.
Alcuni di loro, pur sentendosi in qualche modo “di sinistra”, all’apertura del proprio negozio sono rimasti sconcertati dal messaggio, da loro definito un po’ “fuori tempo”.
Vista la situazione economica italiana, da cui “l'isola felice” Orbetello non è rimasta certo immune, i piccoli imprenditori locali hanno scelto la via del pragmatismo, senza però sentirsi portavoce di un messaggio liberticida.
«Non pensiamo di aver oltraggiato la memoria dei partigiani caduti per la nostra liberà, decidendo di rimanere aperti», affermano i destinatari della critica, cauti nel voler conservare l’anonimato anche in vista della ricorrenza del primo maggio, quando la querelle certamente si riproporrà.
«Il diritto al lavoro in un periodo come questo è una prerogativa di tutti, piccoli e medi imprenditori locali che vivono di turismo. Libertà è anche avere la possibilità di lavorare, soprattutto adesso che ce n'è particolarmente bisogno».
Allontanando altresì l’accusa di sfruttamento verso il personale dipendente, in questa come in altre giornate, i gestori precisano che il diritto al lavoro è una delle lotte per cui i partigiani, antichi e moderni, si sono sempre battuti. In ogni caso chi, burlone o “incavolato vero”, voleva farsi notare, c’è riuscito in pieno.
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