Finanza
Dalla Rocca scendono 20 maggiaioli
Non solo interpreti ma anche autori delle strofe, partono dal centro
ROCCALBEGNA. Il capo maggio della squadra della Rocca ha 82 anni e si chiama Raffaello Raffaelli. Tradizione secolare, il maggio di Roccalbegna (nella foto, una veduta del paese), dove quasi ogni anno, ai vecchi testi del cantar maggio Raffaelli affianca composizioni nuove che compone lui stesso sull’aria di canzoni famose: mattinata fiorentina, luna messicana, fiorin fiorello.
Il gruppo, dunque, prova a lungo lo spettacolo a cui partecipano lo storico gruppo di Maggiaioli della Rocca, tre cantori di Arcidosso e alcuni di Santa Caterina e di Petricci. Una squadra numerosa, di grande effetto e professionalità, anche perché alcuni, come lo stesso Raffaelli, facevano parte dell’antico coro folk della Focarazza.
«Siamo venti elementi con fisarmonica, tre chitarre, un flauto e una tromba, uomini e donne - spiega Raffaelli e proviamo i canti varie volte: “Risplende il sole/ illumina la terra/ e ci riscalda fino alla sera coi raggi d’or/ È nuovo maggio e siamo qui a cantare/ il suo messaggio a tutti quanti stanno a sentir/ O bimbe belle che ve ne state ad ascoltare/ questa canzone/che vi seduce/ noi vi auguriamo con tutto il cuore di realizzare/ i vostri sogni pieni d’amore».
Cappelli di paglia e fazzoletto al collo e forse, quest’anno, le nuove camice fiorite, la squadra parte il 30 aprile dalla piazza di Roccalbegna nel tardo pomeriggio. «Si fa il paese - spiega Raffaelli - le borgate e forse anche Santa Caterina. La cena con quanto raccolto con la questua, la consumiamo dopo tutti insieme, in una ricomposizione di tutta la comunità». (f.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
