Sicurezza
Coseca, bilancio in attivo ma senza impianti è dura
La società funziona, ma la gara per il gestore unico la mette in secondo piano «Senza entrare nel capitale di Futura reciteremo un ruolo di comparse»
GROSSETO. Il bilancio è a posto, anzi, avanzano anche 13mila euro o poco più, e il presidente del Coseca Roberto Valente ha potuto incassare il voto unanime dei Comuni soci sui conti del 2011 e si una gestione che oltre al piccolo utile di esercizio si chiude con un valore della produzione che supera i 25 milioni di euro, con un aumento dei servizi erogati ai Comuni e l'ottimizzazione dei costi.
«Salti mortali – dice Valente, per far tornare i conti e ottenere questi risultati in un momento in cui costi come quello del carburante sono cresciuti giorno dopo giorno, portando la spesa complessiva da 1,32 a 1,62 milioni di euro tra il 2010 e il 2011, così come è cresciuto il costo del personale da 11,5 a 11,7 milioni di euro».
E Valente sottolinea che si tratta di un risultato positivo, «ancor più se si considera - dice - il fatto che operiamo nell'ambito meno redditizio del settore rifiuti, quello della raccolta e dello spazzamento».
Coseca, infatti, non ha discariche o impianti la lavorazione o lo smaltimento dei rifiuti, che rappresentano la parte ricca della gestione del ciclo dei rifiuti e consentono di avere introiti che, nel caso di Coseca, finirebbero tutti in mano pubblica.
I decisori politici locali, però, non hanno mai ritenuto utile che l'azienda, totalmente pubblica, potesse guadagnare anche attraverso la gestione degli impianti, come avviene, per esempio, nella vicina provincia di Siena, con Sienambiente, che, tra l'altro, insieme al proprio socio Sta spa (partecipata tra gli altri da Unieco e Mps) è attiva anche in provincia di Grosseto con Scarlino Energia.
Coseca, invece, sta ancora aspettando che il Comune di Grosseto finisca di riflettere sulla decisione, già assunta e poi stoppata, di entrare nel capitale di Futura (controllata di Unieco), e dunque nella gestione dell'impianto delle Strillaie.
Nel frattempo, però, nel 2011 Valente qualcosa è riuscito a fare, sul fronte degli impianti, acquisendo la gestione della discarica del Tafone e dell'impianto della Torba.
«L'intervento alla Torba e Tafone - ha detto Valente - è per noi motivo di orgoglio. È anche grazie al Coseca, infatti, che è stata evitata una pericolosa criticità per diversi comuni maremmani. Inoltre l'azienda si è fatta carico del futuro di tutti e nove i dipendenti che lavoravano in loco».
Per Coseca questo è un momento delicato. L'azienda corre, insieme a quelle di Siena e Arezzo, riunire nel Progetto 6, nella gara per il gestore unico dei rifiuti dell'area sud della Toscana.
«Siamo pronti a recitare la nostra parte - ha detto Valente - anche se rimango fermamente convinto che per fare finalmente il salto di qualità, dovrebbe essere data la possibilità a Coseca di investire negli impianti. Come del resto hanno già fatto le altre aziende toscane».
Tra le novità principali del 2011, Valente elenca l'avvio del servizio di raccolta differenziata porta a porta nei comuni di Monte Argentario e Castel del Piano, servizio oggi attivato anche a Sorano e Castell'Azzara e prossimamente a Pitigliano, mentre per Grosseto, a Gorarella il porta a porta inizierà l'11 giugno.
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