Italia
«Una speranza per l’ex Mabro»
Non sono tempi facili per Andrea Barontini. Lo ha ribadito anche ieri, durante l’incontro in Regione. Ma la speranza, lui, non l’ha persa. Perché sa come lavorano le sue dipendenti e perché in quei...
Non sono tempi facili per Andrea Barontini. Lo ha ribadito anche ieri, durante l’incontro in Regione. Ma la speranza, lui, non l’ha persa. Perché sa come lavorano le sue dipendenti e perché in quei vestiti a marchio Mabro ci crede davvero. Lui, da solo. Fidi Toscana ieri ha dovuto vuotare il sacco e dire che di partner finanziari e industriali, pronti ad entrare in azienda, loro non ne hanno. Eppure, un anno fa quando l’imprenditore pratese ha rilevato l’ex Mabro, sembrava che di possibilità ce ne fossero diverse. Ma i tempi cambiano e l’economia, q uella tessile soprattutto, segna il passo.
Ora c’è da sperare in quello che ieri è stato detto al tavolo regionale. «Io so soltanto che se qualcosa comincia a muoversi - dice Barontini - le cose possono cambiare per tutti. Ci basta avere un briciolo di spinta per far rientrare al lavoro più dipendenti». L’empasse si è creato quando le banche hanno chiuso i cordoni e la cassa integrazione straordinaria che i dipendenti aspettano ancora, è tardata ad arrivare. Martedì sette maggio si torna di nuovo a discutere. Un incontro tecnico questa volta. «Nel quale - dice Barontini - capiremo come andranno le cose davvero».
Quello che la Regione dovrà fare, una volta avute le fatture di quei 350mila euro che Barontini deve incassare, è un passaggio in Giunta per l’approvazione del verbale. Che poi si trasformerà negli stipendi per i lavoratori che verranno quindi pagati direttamente. «Con questo sistema - aggiunge l’imprenditore - possiamo dare una prospettiva a questa azienda e a questi lavoratori e riprendere con i fasonisti che senza produzione rischiamo di perdere per sempre».
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