Il Tirreno

Grosseto

Smantellato il bar dello stadio Jannella

di Maurizio Caldarelli
Smantellato il bar dello stadio Jannella

Il proprietario è in causa per 17mila euro, aveva offerto la struttura anche a rate ma non ha trovato chi la pagasse

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Chris Carminucci e Pete Caliendo si convinsero di investire nel baseball italiano dopo aver fatto un sopralluogo allo Jannella ed aver verificato la possibilità di sfruttare lo stadio di via della Repubblica come momento di aggregazione tra gli appassionati. Ed anche per questo decisero di spedire a Grosseto Darren Harrison Panis, che aveva iniziato la sua carriera nel “food and beverage” con i Boston. Il gruppo Carminucci si era detto interessato ad esportare il modello Usa in Maremma, con birra, hot dogs e coca cola per riempire le tribune.

Da ieri mattina, però, lo Jannella non ha più l’Hot Corner Bar, un fiore all’occhiello dell’impianto rimesso a nuovo dal Comune nel 2008. Il punto di ristoro sistemato nel sottotribuna è tornato all’Eurobieffe, che lo aveva installato fa per rendere ancora più funzionale il più bel diamante d’Europa. Quel bar, costato all’epoca 35.000 euro non è mai stato pagato fino in fondo e l’azienda di via Ambra, dopo aver vinto una causa intentata nel 2009, ha deciso di smantellarlo, non senza dispiacere.

«Era una mia creatura - dice Fabrizio Banchi, titolare dell’Eurobieffe ed ex membro del consiglio di presidenza del Bbc Grosseto - immaginatevi come c’ero legato, ma la situazione non era più sostenibile».

«All’inizio del 2008 - racconta Banchi - la società mi chiese di fare un preventivo. Inizialmente ne proposi uno di 10.000 euro, ma alla fine fu deciso di realizzarlo uno da 35.000, accettando i suggerimenti di Moreno Barracu, l’attuale titolare del ristorante Strike. Il bar fu autorizzato dalla giunta comunale e si procedette alla costruzione».

Già l’anno successivo iniziarono i primi problemi. «Dopo cinque splendidi anni - prosegue Banchi - lasciai il consiglio del Bbc, che mostrava i primi problemi, tanto che nessuno pagò il bar. Tengo a precisare che la fornitura fu fatta a prezzi di costo, per amore della società e questo fatto m’indigna».

La nuova dirigenza non volle saperne di pagare e l’Eurobieffe intentò una causa, ricevendo metà della somma dal Monte dei Paschi, al momento dell’accensione del mutuo con il Bbc. La causa è andata avanti fino alla fine dello scorso anno, quando il presidente Armando Cipolletti riconsegna il bar all’Eurobieffe, con una raccomandata: «Che cosa dovevo fare - dice ancora Fabrizio Banchi - far pignorare la casa ad una degna persona come Cipolletti? Io avevo provato a chiamare in causa il Comune, che si è completamente disinteressato del problema».

E siamo al 2012. «Faccio presente a Mazzei che per entrare in possesso dell’Hot Corner deve pagare 17.000 euro più settemila di spese legali, ma gli faccio anche una proposta, di pagarmi trecento euro al mese per quattro anni senza interessi, facendo scendere la somma a 14.000 euro, pur di chiudere la questione e di garantire il bar agli sportivi. Mi chiede di pensarci su qualche giorno».

«Confesso - dice Mazzei - che lì per lì avrei accettato, ma dopo essermi consultato con Magalotti e Codispori ho fatto sapere che non eravamo in condizione di impegnarci per quattro anni, non sapendo che fine faremo».

«A questo punto - riprende Fabrizio Banchi - ho deciso di smontare tutto. E’ solo una questione di principio. Apprezzo l’onestà di Mazzei, ma non potevo tollerare che fosse utilizzata quella struttura, i miei macchinari, come è successo nei primi due trittici stagionali, senza averne un titolo. Vi dico di più: i soldi che avevo chiesto alla Grosseto Baseball li avrei devoluti in beneficenza, a persone più bisognose. D’altro canto quei 24.000 euro li avevo messo ormai persi. Adesso devo buttare tutto. Chi vuole che prenda quegli arredi che sono stati quattro anni alle intemperie?».

Quella che è stata scritta ieri è una pagina triste, con tanti sconfitti e nessun vincitore. «Questa storia - conclude Banchi - mi ha fatto passare la voglia di seguire il baseball, al quale per cinque anni, che non rinnego, ho dato tutto il mio tempo libero, senza interessi e che ho seguito da tifoso dai tempi della Lubiam, negli anni Settanta. Mi sarei aspettato un maggiore interesse da parte del Comune ed anche da chi chi è preso l’onere di risollevare le sorti del baseball grossetano».

«Non potevamo fare diversamente - si giustifica il vicepresidente Mario Mazzei - ma quella spesa non rientra nel nostro bilancio. Cercheremo di limitare i disagi per gli sportivi, allestendo un “bar volante” contattando addetti del settore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web