Il Tirreno

Grosseto

Rose rosse per l’addio ad Alexandra

di Antonello Carrucoli
Rose rosse per l’addio ad Alexandra

Lo strazio della mamma: «Mia figlia mi ha insegnato la generosità, mi consola che riviva attraverso altre persone»

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SORANO. A distanza di tre giorni, ancora lacrime a squarciare il cuore della comunità soranese.

Dopo i funerali di Martina e Valentina, un altro corteo funebre da piazza Busatti ha oltrepassato l’arco del Ferrini verso la chiesa di San Nicola; dentro il feretro, ricoperto da rose rosse e dalla maglia nera con la luna crescente dell’associazione Capaccioli, il corpo di Alexandra, la giovane di origini romene deceduta a seguito del grave incidente di domenica notte avvenuto alla Commenda.

Sorano è scosso e tutte le attività commerciali sono chiuse. In una chiesa gremita fino all’inverosimile una candela espande la sua luce verso l’altare della Madonna di Loreto; a pochi metri di distanza Mariana Paralest, la madre di Alessandra, è straziata dal dolore: piange in ginocchio, le mani giunte in preghiera e lo sguardo fisso verso la bara. Tocca ancora a don Fabio pronunciare parole di vita: di vita accanto al mistero della morte.

«La vera fede - ha detto il parroco - è nell’essere pronti, perché la vita del cristiano non è semplice: essa diventa perfetta grazie alla fede, che ci dà la forza e la speranza nei momenti del dolore. A nessuno è dato sapere quanto ancora resteremo qui, dobbiamo vivere con amore il nostro tempo. Alessandra ha dato il massimo: grazie al dono dei suoi organi, cinque persone stanno vivendo una nuova vita. e voi ragazzi, giovani che siete il presente di questa comunità, abbiate fede e date sempre il massimo».

Poi Camilla, la sorella di Valentina Floriani, una delle tre ragazze rimaste uccise in quell’auto trasformata in una trappola di morte, ha letto tra le lacrime un messaggio: «La morte non è niente, non cambiare tono di voce, continua a sorridere, c’è una continuità della vita che non si spezza: se mi ami non piangere».

Tutto è pronto per l’ultimo viaggio terreno di Alexandra che è stata sepolta ieri pomeriggio nel piccolo cimitero di Montevitozzo. L’immagine del dolore, ieri, era la mamma che si aggrappa alla bara dell’unica figlia: i pù piangono in silenzio.

Nella piazza della chiesa tanti palloncini prendono il volo verso il cielo e in alcuni c’è scritto: «Il nostro sorriso è la tua pace». «Mia figlia -ha detto Mariana con la voce che le si spezzava in gola - mi ha insegnato sempre a essere generosa e disponibile verso gli altri; sono consolata all’idea che Alexandra riviva attraverso altre persone».

Il padre, sempre composto nel suo dolore e con il volto segnato dalla sofferenza, è rimasto particolarmente colpito dal grande affetto della comunità soranese.

«Non credevo -ha detto- che mia figlia avesse così tanti amici, tanta gente che le volesse bene».

Ieri sera i familiari, di religione ortodossa, si sono riuniti presso il locale in cui Alessandra prestava servizio, per il banchetto funebre previsto dalla tradizione ortodossa, una sorta di rito di accompagnamento del defunto nell’al di là in attesa della resurrezione.

Martedì alle 21, messa in suffragio di Valentina, Martina e Alexandra nella chiesa di San Nicola, dove si sono svolti i funerali delle tre ragazze, amiche inseparabili e legate da un destino terribile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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