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Porti alla Regione? «Sì, ma meglio al Lazio»

Porti alla Regione? «Sì, ma meglio al Lazio»

Cerulli commenta l’istituzione dell’Authority: «A me basta soltanto che sia rispettata la legge»

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STEFANO. L’istituzione dell’Autorità portuale regionale che comprende i porti di Viareggio, Porto S. Stefano, Isola del Giglio e Marina di Campo, ha fatto – anche se con velocità pachidermica - un altro importante passo in avanti ottenendo in questi ultimi giorni il via libera dalle commissioni ambiente, mobilità e affari istituzionali.

Le due commissioni , in seduta congiunta, con voto unanime (maggioranza e minoranza), hanno approvato l’istituzione dell’Authority e una risoluzione che impegna la giunta regionale a «intraprendere urgentemente iniziative politico - istituzionali utili all’avvio dei procedimenti di ridefinizione dei confini dell’area portuale di Viareggio» e ad attribuire, entro un anno dall’attuazione del federalismo demaniale, i beni del demanio portuale e a ridefinire i confini delle aree soggette all’Autorità portuale.

Dicono in Regione: «Lo spirito che sta alla base della proposta tende ad istituire una Autorità portuale regionale con capacità programmatorie, gestione e programmazione dei lavori, superamento dei limiti nei rapporti tra enti in un’ottica di collaborazione». E aggiungono: «Uno strumento legislativo che tende a disciplinare in maniera più efficace ed efficiente, l’esercizio di funzioni quali quella di pianificazione delle aree portuali, programmazione dei lavori pubblici, progettazione ed esecuzione dei lavori programmati, rilascio e gestione di concessioni demaniali». In pratica la Regione sottrae ai Comuni la giurisdizione sui porti commerciali. Sono parole quelle della Regione che sono state già sentite e che per il passato, non hanno per niente soddisfatto l’ambiente politico e amministrativo dell’Argentario. Qui si teme – tra l’altro – una supremazia di Viareggio che relegherebbe gli altri tre porti al ruolo di comparse per quanto riguarda risorse e decisioni operative. E infatti il comunicato emesso dalla Regione afferma che il provvedimento è una «assunzione di responsabilità rispetto ad esigenze avanzate dai territori, con uno specifico occhio di riguardo per il porto di Viareggio che ha caratteristiche e peculiarità evidenti».

E l’Argentario che ne pensa? Il sindaco Arturo Cerulli ritiene che il passaggio di competenze da Comune a Regione sia negativo o positivo?

«Io – risponde Cerulli – penso che poco importa se il porto sia sotto il Comune, la Provincia o la Regione: l’importante è che sia sotto la legge, che nel porto comandi la legge. Certe volte invece si ha l’impressione che spesso comandi chi può fare la voce più grossa. Se la Regione vuole diventare la padrona del porto, da parte nostra non ci sarà nessun ostacolo. Che ben venga la Regione a fare le cose per bene. Importante è che questa autority non sia il solito carrozzone».

Nella nota della Regione, Viareggio è nominato due volte e mai si fa cenno agli altri tre porti: ha un significato?

«In effetti questa è l’unica mia preoccupazione: che questa Authority non sia qualcosa a beneficio di Viareggio con soltanto delle appendici all’Argentario e negli altri piccoli porti. Per i regolamenti indubbiamente emerge sempre il fatto che al massimo saremo sentiti ma non coinvolti nelle decisioni che potrebbero essere Viareggiocentriche. Speriamo comunque che il nostro spazio ci venga dato. Per il momento la legge ancora non c’è, e noi stiamo portando avanti la portualità secondo i nostri criteri. È comunque innegabile che Viareggio è il mare di Firenze e quindi per il capoluogo della Toscana Viareggio ha un significato particolare. Da questo punto di vista noi siamo più “romani” quindi se potessi esprimere un desiderio preferirei far parte di una port authority laziale piuttosto che toscana».

Renzo Wongher

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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