Sicurezza
Lavori alla caserma, stipendio dopo 13 mesi
Tre operai di Manciano avevano fatto vertenza. Micci (Cgil): «Siamo contenti ma servono più controlli»
MANCIANO. Dopo tredici mesi si è conclusa la vertenza iniziata dalla Fillea Cgil di Grosseto contro la Carmisano Nunzio, azienda edile che ha svolto dei lavori di ristrutturazione alla caserma dei carabinieri di Manciano. Tre operai della Carmisano Nunzio, tutti mancianesi, impegnati nel cantiere si erano rivolti al sindacato perché non avevano ricevuto lo stipendio di due mesi e nemmeno gli straordinari.
«Avevamo anche il sospetto che non avessero avuto alcune giornate lavorative regolari e allora abbiamo deciso di fare vertenza», spiega Pier Paolo Micci, segretario provinciale della Fillea Cgil.
La Carmisano Nunzio lavorava in subappalto al Consorzio Stabile Val di Cecina, che si era aggiudicato il bando per l’esecuzione dei lavori indetto dalla Provincia. «La vertenza è stata risolta attivando la responsabilità solidale della ditta appaltante - spiega Micci - e soprattutto quella ormai in più occasioni collaudata e pronta, come è stato anche per il caso Socodap dei dirigenti provinciali ai lavori pubblici, che hanno collaborato con la Cgil per la definizione del contenzioso».
La Socodap è la ditta che stava svolgendo i lavori di sistemazione della strada regionale 74 Maremmana e che improvvisamente ha chiuso il cantiere. Undici operai della ditta da tempo, però, non ricevevano lo stipendio e hanno ottenuto i loro soldi grazie all’intervento diretto della Provincia (anche in quel caso ente appaltante) che che li ha pagati direttamente.
«Abbiamo attivato il controllo della stazione appaltante e la Provincia si è messa a disposizione per coordinare i rapporti tra sindacato e ditta madre. Il suo intervento è stato determinante per coordinare i rapporti con il Consorzio che ha collaborato per risolvere il contraddittorio con la Carmisano».
In casi come questo la Provincia – ente appaltante – invece di pagare l’azienda vincitrice dell’appalto, che poi deve a sua volta pagare quella in subappalto che, di nuovo, paga gli operai, salta questi passaggi intermedi e paga direttamente gli operai. Per i tre operai della Carmisano Nunzio ha pagato direttamente il Consorzio Stabile Val di Cecina e poi la Provincia ha fatto un conguaglio.
«Ci sembra corretto e doveroso ringraziare, per conto dei lavoratori, il presidente della Provincia Leonardo Marras, l’assessore ai lavori pubblici e tutto il dipartimento lavori e servizi pubblici.
Tutti contenti, dunque? Così così. «Da un lato siamo contenti perché siamo riusciti a far riscuotere gli opera ma voglio lanciare anche un messaggio: bisogna anche fare attenzione a chi si affidano i lavori e controllare anche le ditte in subappalto».
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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