Il dolore
Imposta sulla casa oggi il Comune decide l’aliquota
Tutte le possibilità studiate dall’amministrazione Pagherà di più chi affitta gli immobili per periodi brevi
FOLLONICA. Imu: oggi il verdetto finale. La nuova tassa sulla casa (Imposta municipale unificata) introdotta dal governo Monti, che è andata a sostituire l’Ici, diventa realtà pure per i cittadini del Golfo, che oggi conosceranno quanto dovranno pagare per le loro proprietà immobiliari. L’accertamento richiesto dal Comune di Follonica al Ministero delle Finanze è arrivato agli uffici follonichesi: stamani l’assessore Donatella Rapezzi, con delega ai tributi, e i funzionari del settore si incontreranno per valutare insieme le risposte arrivate dallo Stato per definire così le percentuali attraverso le quali si stabiliranno le varie quote da pagare per prima e seconda casa e per altre tipologie di immobili. «Dobbiamo verificare se le ipotesi di aliquote che abbiamo proposto nella nostra lettera, sono vicine a quanto intendeva il Ministero», spiega l’assessore.
L’amministrazione comunale prima di stabilire quanto i cittadini dovranno pagare per il nuovo balzello ha voluto consultare il governo centrale, data comunque l’incertezza normativa nella quale hanno navigato fino a ora gli enti locali proprio sulla definizione precisa dell’Imu.
Che cosa ha proposto il Comune di Follonica al Ministero delle Finanze?
La volontà dell’amministrazione era quella di rimanere, per quanto riguarda la prima casa, sulla vecchia linea dell’Ici: ciò significa che l’aliquota non dovrebbe superare il quattro per mille. Per quanto riguarda invece le seconde abitazioni l’idea del Comune era di tassarne i proprietari rimanendo anche stavolta sulla scia della vecchia imposta comunale sugli immobili, che era del 9 per mille, magari aumentandola di poco (0,6 per mille).
In questo settore però l’amministrazione follonichese voleva inserire delle riduzioni su tutti quegli immobili dati in affitto per periodi lunghi e con prezzi calmierati dal mercato. La proposta follonichese andrebbe quindi a incentivare la locazione annuale e i canoni che siano entro dei limiti precisi.
Dall’altra parte invece se la medaglia viene rovesciata, andranno a pagare di più coloro che affittano un immobile di loro proprietà, magari solo per i mesi estivi con prezzi che chiaramente salgono alle stelle rispetto ad una quota fissata annualmente.
Si tratta in pratica delle famose 9mila seconde case follonichesi, per lo più utilizzate per ospitare i turisti nei mesi caldi, che hanno da sempre caratterizzato il settore turistico del Golfo.
Altra ipotesi lanciata dal Comune di Follonica quella di lasciare nei limiti dell’aliquota base tutti gli immobili che nella fattispecie non siano prime o seconde case: anche qui dovrà essere oggi verificata la risposta del Ministero. «Altra questione quella dei comodati gratuiti - spiega l’assessore Rapezzi - purtroppo, e sottolineo questa parola, il Governo ci vieta di poter agire in certe particolari situazioni come, per fare un esempio, nei casi in cui i figli abbiano comprato una casa ai genitori anziani dandogliela in comodato gratuito».
Comunque, anche in questo caso, tutti i conteggi e tutte le proposte che sono state fatte dall’amministrazione, diventeranno realtà oggi, quando la risposta del ministero arriverà, finalmente, sul tavolo degli amministratori follonichesi.
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