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Gli abitanti hanno pulito la Rocca

Gli abitanti hanno pulito la Rocca

Sono entrati per risistemare un bene abbandonato da decenni

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TALAMONE. A volte la volontà popolare va al di là delle possibilità delle istituzioni, ed a Talamone il gran desiderio dei paesani di ridonare l’antico splendore alla Rocca Aldobrandesca che domina il golfo e di mostrare a tutti un pezzo del loro orgoglio ha permesso che lo splendido castello del tardo duecento, seppur per pochi giorni, sia rimasto aperto nella passata settimana.

Tutto merito di un nutrito gruppo di talamonesi, uomini e donne di tutte le età si sono rimboccati le maniche e, scope e secchi alla mano, sono entrati nella fortezza ed hanno cominciato a ripulire alcune stanze, l’androne e le scalinate che portano sui terrazzi delle quattro torrette di avvistamento che la compongono, sporchi della sola frequentazione dei piccioni che dura da ben 27 anni.

Eh già, perché è proprio questo il tempo durante il quale nessun umano è potuto entrarvi, dopo che nei primi anni ’80 si era proceduto ad una ultima sistemazione interna che voleva farla diventare luogo di promozione per il parco della Maremma, una sorta di centro visite. C’è da dire che la fortificazione, ha subito varie distruzioni e successive ristrutturazioni, a partire dalla fine del 1200 quando la Repubblica Senese volle la nascita di questo punto di difesa del porto di Talamone: gli ultimi interventi importanti nel tardo cinquecento durante lo Stato dei Presidi, quelli che hanno rilasciato l’attuale configurazione che anche i vecchi abitanti del paese, gli avi di coloro che si sono mesi all’opera oggi, hanno conosciuto da vicino nei primi decenni nel ‘900, quando i locali non erano sprangati.

Ed il bello è stato che, durante questo ultimo ponte del 25 aprile molti turisti, incuriositi dalla porta aperta e da un insolito fervore si sono avvicinati ed hanno chiesto ripetutamente di poter sbirciare all’interno, nei locali a terra e nell’androne centrale: qualcuno è riuscito ad entrare uscendo con lo sguardo felice e meravigliato.

Una chiara testimonianza che se, in un futuro non troppo lontano, si riuscisse a rendere agibile almeno il piano terra, affidandolo magari alla Pro Loco si potrebbe creare un ambiente per mostre, gallerie o altro tipo di incontri culturali che godrebbe di un fascino singolare: e chissà che i “lupi di mare” non riescano a sciogliere i vincoli della burocrazia, donando libertà a quei locali che da 27 anni costringono i visitatori del paese a chiedersi come mai tanta bellezza debba essere tenuta nascosta.
Sabino Zuppa

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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