Attenzione
Rp1, dagli anni ’80 al web torna la radio nostalgia
Una foto della rivoluzionaria emittente pitiglianese fa furore su Facebook Ora i suoi fondatori cercano pezzi della loro storia per una mostra. O per riaprirla
PITIGLIANO. È stato sufficiente postare una foto su Facebook per far esplodere, a Pitigliano, la nostalgia di Rp1, ovvero Radio Pitigliano 1, l’emittente radiofonica che agli inizi degli anni Ottanta spopolò nella città del tufo.
In molti hanno cliccato su “mi piace” e ciò che sembrava sopito, quasi dimenticato, è invece ancora nel cuore di quella generazione che adesso oscilla tra i 40 ed i 50 anni. Tutto nacque per caso, anzi, tutto venne alla luce grazie all’intuizione di Salvatore Dei Bardi e Davide Lumini, due ragazzi che all’epoca erano appena diventati maggiorenni.
Una doppia passione, per l’elettronica e la musica, fu il mix ideale per far nascere la prima e finora unica radio a Pitigliano. Chi ha vissuto quegli anni ricorda ancora molto bene che quando Salvatore e Davide iniziarono a parlare del loro progetto erano visti come dei visionari.
In quegli anni l’unica radio che non fosse la Rai era Radio Monte Carlo e il solo conduttore che godeva di una certa fama era il mitico Awana Gana. Salvatore e Davide non si demoralizzarono, andarono avanti per la loro strada e realizzarono una radio fatta in casa, per la precisione in cantina, ma funzionava. Eccome se funzionava.
In quel momento nessuno se ne rese conto ma era iniziata il periodo pionieristico delle radio locali. Appena Rp1 iniziò a trasmettere con dirette che iniziavano alle 8 del mattino e duravano fino a tarda sera, in molti colsero l’occasione per installare l’autoradio. Nessuno voleva perdersi la programmazione di Radio Pitigliano 1.
A quei tempi non esisteva la rilevazione Auditel ma certamente nel perimetro Sorano, Pitigliano e Manciano l’indice di ascolto era elevato. Una radio che riusciva ad accontentare tutti. Nell’era in cui i telefonini non erano neanche un sogno ai genitori bastava accendere la radio per sentire dove erano i loro figli.
Diversi conduttori si specializzarono in programmi tematici. Francesco Palombi diventò un esperto dei Pink Floyd, Giuseppe Dei Bardi della Pfm, Massimo Allegrini di musica jazz, Lorenzo Menicheschi sfoderò la propria competenza sul mondo dei motori e Francesco Orsini si occupò di sport e cultura realizzando anche un'intervista a Paolo Hendel ingaggiato per una rassegna teatrale dal giovanissimo assessore alla cultura Dino Seccarecci.
Ora gli ex ragazzi di Rp1 chiedono a chi possiede registrazioni e fotografie di mettere il materiale a disposizione. Se ci dovesse essere materiale sufficiente si potrà allestire una mostra e, chissà, anche ripartire con una nuova esperienza radiofonica, sul web, visto che dagli anni ’80 siamo passati al terzo millennio.
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