Finanza
Niente nave, Giannutri è senza viveri
Sul Domizia non si portano più di 20 kg di bagagli e le auto non salgono. Ortelli: «Con la Regione troveremo una soluzione»
GIANNUTRI. Devi scegliere. O porti le bottiglie di acqua, o la pasta. Se vuoi la cassetta di mele devi rinunciare al vino e allo zucchero. La situazione che stanno vivendo i residenti a Giannutri è paradossale, perché da quando Toremar è passata a Moby, con quest’ultima che ha subappaltato il collegamento con l’isola a Maregiglio, al porticciolo non arriva più una nave, ma un “motoscafone”, il Domizia, che può portare solo passeggeri, con un limite di 20kg a testa di bagaglio. Ma il problema non riguarda solo le derrate alimentari, fondamentali visto che il collegamento c’è solo due volte alla settimana, ma anche i mezzi pubblici per i servizi, impossibilitati a raggiungere Giannutri.
Nei giorni scorsi gli abitanti di Giannutri hanno inviato una petizione al sindaco Sergio Ortelli che, in ogni caso, si era già attivato con la Regione per garantire quella “continuità territoriale” che è stabilita anche dalla legge.
Il regolamento adottato dalla Maregiglio parla chiaro e all’articolo 8 recita: «Ogni passeggero ha diritto di portare con sé, gratuitamente, 20 chilogrammi lordi di bagaglio a mano in caso di viaggio su navi traghetto, e 10 chilogrammi in caso di viaggio su mezzi veloci». Si presume che il Domizia sia un mezzo veloce... E se il passeggero porta un bagaglio di peso superiore ai 20 chili, può farlo fino a 50 chilogrammi, ma paga una tariffa sulla differenza. Prosegue l’art. 8: «Ai ragazzi paganti mezza tariffa, viene concessa metà della franchigia, ovvero 10 Kg. in caso di navi e 5 Kg. in caso di mezzi veloci».
Quindi, a con 10 kg solo il mercoledì e il sabato, giorni delle corse fino a Giannutri, niente scorte di generi alimentari.
«Le derrate alimentari sono solo un aspetto del problema – commenta il sindaco Sergio Ortelli – perché con quel mezzo non siamo in grado neppure di andare sull’isola con i mezzi del Coseca o per i rifornimenti di carburante. Siamo costretti, quando dobbiamo portare un mezzo a Giannutri, a far venire un’altra nave, ma non sempre è garantita. Insomma, il problema c’è, ed è bello grosso, anche perchéil contratto di servizio non prevede, al momento, niente di specifico».
Ortelli si è già messo in contatto con l’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao ed ha parlato del problema anche ad Enrico Rossi. Anche perchéfinché Giannutri sarà abitata, il pubblico deve garantire collegamenti regolari.
«Stiamo lavorando per una modifica al contratto di servizio, per riuscire a ottenere di nuovo, per Giannutri, un traghetto più grande, che consenta di portare a bordo le derrate alimentari e i mezzi di servizio pubblico. Siamo a buon punto».
E il problema si pone anche al Giglio, in quanto il nuovo gestore ha, di fatto, tagliato uno dei tre traghetti che servivano l’isola. «Ne avevamo tre – spiega ancora Ortelli – ne sono rimasti soltanto due. Di fatto abbiamo il 30% di collegamenti in meno con l’isola. E questo è un grosso problema, ora che si avvicina l’estate. Speriamo anche per questo in una modifica del contratto».
(g.f.-r.w.)
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