La manifestazione
Minacce di morte alla ex: a giudizio
GROSSETO. Si erano separati ma lui aveva perseguitato la moglie di giorno e di notte, verbalmente e fisicamente, fino a stringerle le mani intorno al collo dicendole che l'avrebbe ammazzata. Finirà...
GROSSETO. Si erano separati ma lui aveva perseguitato la moglie di giorno e di notte, verbalmente e fisicamente, fino a stringerle le mani intorno al collo dicendole che l'avrebbe ammazzata. Finirà davanti al giudice del dibattimento all'udienza del 13 novembre, imputato di stalking per quanto avvenuto fino al settembre scorso. Il giudice dell’udienza preliminare Valeria Montesarchio ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Laura D'Amelio, che ha valutato la sussistenza degli elementi necessari a sostenere l'accusa raccogliendo le varie denunce presentate dalla donna.
L'uomo, 40 anni, abitante nella zona nord della provincia, difeso dall'avvocato Franco Ciullini, avrebbe iniziato i propri comportamenti ossessivi a metà del mese di agosto, quando avrebbe danneggiato la carrozzeria della Fiat Punto della donna (37enne) posteggiata in strada, prendendola a calci e pugni. Vi sarebbe stata un'escalation di violenze e minacce culminate negli episodi del 2 settembre. L'uomo avrebbe tagliato la strada alla sua ex che era alla guida dell'auto costringendola a fermarsi. Le avrebbe messo le mani sul collo e l'avrebbe minacciata: "Ti ammazzo". Un gesto di violenza che aveva causato alla donna problemi al collo e un trauma discorsivo a un dito della mano (dieci i giorni di guarigione certificati al pronto soccorso). Infine, le avrebbe sfilato con la forza le chiavi dal quadro dell'accensione, costringendola a restare per strada.
Tutto ciò - unito alle offese, ai pedinamenti, alle telefonate ossessive che si ripetevano anche di notte - avrebbe causato alla donna uno stato di ansia e paura, per sé e per le proprie figlie, costringendola a cambiare le proprie abitudini di vita. Un quadro che ha configurato, secondo l'accusa, il reato di stalking, cui si sono sommati i danneggiamenti, la violenza privata, le lesioni e la rapina (così è stata qualificata la sottrazione delle chiavi dell'auto).
Un quadro dal quale l’uomo si dovrà difendere nel corso delle udienza che si terranno davanti al giudice Giovanni Muscogiuri.
Pierluigi Sposato
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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