Sicurezza
Solo 25 kg di bagaglio l’isola resta senza viveri
GIANNUTRI. Surreale. Sull’isola di Giannutri si rischia la fame. Ci vorranno gli elicotteri della protezione civile per rifornire la celeberrima isoletta di viveri e altro materiale di prima...
GIANNUTRI. Surreale. Sull’isola di Giannutri si rischia la fame. Ci vorranno gli elicotteri della protezione civile per rifornire la celeberrima isoletta di viveri e altro materiale di prima necessità?
La cosa va spiegata con calma, per quanto è assurda. Intanto teniamo come punto fermo che il servizio pubblico attua con Giannutri due collegamenti alla settimana: mercoledì e sabato. Chi vuole raggiungere (o lasciare) l’isola durante gli altri giorni della settimana può farlo solo con mezzi privati.
Ci racconta un residente sull’isola (in questo periodo sono 15, senza contare i turisti, ma tra poco saranno molti di più) che chi ha vinto la gara indetta dalla regione per i collegamenti tra Porto Santo Stefano e Giannutri è stata la Toremar la quale ha subappaltato il servizio alla Maregiglio.
Ma non si sa se per un errore o altro, magari un proprio regolamento, l’imbarcazione che raggiunge l’isola può portare soltanto passeggeri con un bagaglio che non deve superare il peso di 25 chilogrammi. Si sono probabilmente dimenticati di aggiungere ai passeggeri anche le merci o quanto meno i generi di prima necessità. Appare abbastanza chiaro che a Giannutri non possono arrivare in questo momento, per esempio: una bombola del gas, il gasolio, le casse di bibite, tutto quello che serve alla vita sia dei residenti che dei turisti, se non in quantità frazionate e sotto i 25 chili. Tale situazione sarebbe scomoda anche sulla terraferma dove per approvvigionarsi di cibo o altro basta arrivare al negozio sotto casa a qualsiasi ora del giorno. Da Giannutri si “esce” (e si entra) soltanto due volte alla settimana, se il mare non è tanto mosso. E se le condizioni meteomarine non sono favorevoli, il collegamento salta e si va a quello successivo. Pensate al falegname dell’isola che non può farsi arrivare il legno. Insomma per Giannutri la Regione deve rivedere il tutto e presto, se non vogliamo che anche l’isola di Diana si trasformi in una incredibile storia italiana.
Renzo Wongher
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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