Sicurezza
Due “orfani” in cerca di famiglia
Il loro padrone è morto d’improvviso, appello per l’adozione
GROSSETO. Sono l’eredità affettiva di un uomo che se n’è andato senza avere il tempo e la lucidità di assicurare loro un futuro.
Ma oggi, dopo che il loro padrone è morto prematuramente –in modo tragico e improvviso – due meticci rischiano di finire in canile se qualcuno non li adotta.
A rendere pubblica questa storia dolorosa sono le due persone che in questi mesi hanno accudito i due cani, l’avvocato Antonio Senatore, amico del defunto nonché esecutore testamentario, e Marlena Giacolini, presidente dell’Ente nazionale protezione animali di Grosseto.
«Lui non era sposato, le due sorelle abitano lontano e non hanno mai dimostrato troppo interesse per le sue vicende», racconta l’avvocato. «Imperatore e Ballerino erano la sua compagnia quotidiana. Sono convinto che, prima di morire, ha rivolto a loro il suo ultimo pensiero. Nel testamento non ha avuto nemmeno il coraggio di nominarli».
Nonostante i due cani facciano parte della stessa cucciolata venuta alla luce sei anni fa, uno ha il pelo lungo e l’altro corto.
«Sono “figli di una cooperativa” – sorride melanconicamente Senatore – ovviamente non sono di razza, ma hanno un carattere docilissimo e sono di piccola taglia. Però siccome hanno sempre vissuto in un orto, sanno fare anche la guardia».
Quell’appezzamento di terra alle porte di Grosseto, che insieme al capannone adiacente è stata la loro casa fino ad oggi, fa parte dei beni da alienare per ricavare l’eredità economica da distribuire ai parenti.
Una volta che la transazione sarà conclusa, i cani, se non avranno un posto in cui stare, finiranno in canile.
In questi mesi Senatore e i volontari Enpa si sono alternati nell’accudirli. Però l’avvocato non può prenderli con sé «per problemi di tempo e spazio. Vivo in un appartamento e per loro sarebbe una sofferenza».
L’Enpa invece è vincolata a questioni burocratiche. «Per legge sono destinati al canile convenzionato con il Comune – spiega Giacolini – e noi non possiamo prenderli in affido».
L’unica speranza, allora, è affidata all’appello «affinché qualche cuore generoso si faccia carico di entrambi. Hanno sempre vissuto insieme e separarli sarebbe un ulteriore trauma».
Chi volesse avere informazioni può telefonare all’Enpa, al numero 3803545476. (l.s.)
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