Lutto
Castagneti a rischio la Regione lancia l’insetto antagonista
Ma i produttori del monte Amiata non sono tranquilli: «Ci dicano come comportarci con i nostri raccolti»
AMIATA. Guerra aperta al cinipide. La regione toscana seleziona altre 33 nuove aree per lanciare l'antagonista del cinipide dei castagni, colpiti mortalmente dall'insetto cinese e per combattere il quale esiste solo la lotta biologica.
Con i lanci che verranno effettuati fra il 26 aprile ed i primi giorni di maggio, fanno sapere dalla regione, la Toscana sarà riuscita in tre anni ad introdurre in tutti i maggiori comprensori castanicoli, dall'arco appenninico fino all'Amiata, il Torymus sinensis, l'insetto antagonista naturale del cinipide del castagno.
Le nuove 33 aree di lancio sono state selezionate fra le 60 segnalazioni arrivate agli uffici regionali, che si aggiungono quest'anno alle 23 del 2011 e ai lanci del 2010 (Lunigiana, Mugello, Casentino e Amiata) e si è registrato che l'insetto antagonista si è ben acclimatato e si riproduce a spese del parassita.
«Il forte impulso dato nel 2010 al programma di contenimento biologico del cinipide – dichiara l'assessore Gianni Salvadori – comincia a dare i frutti che ci aspettavamo. Già dal prossimo anno dovremmo poter utilizzare per i lanci anche Torymus nati in Toscana, nelle aree di moltiplicazione attivate l'anno scorso e questo con un anno di anticipo sulle nostre previsioni».
«Confidiamo – continua l'assessore Salvadori –, utilizzando anche i finanziamenti messi a disposizione dal Piano castanicolo nazionale, di potenziare la capacità di produzione dell'insetto utile in modo da renderci autonomi per la lotta al cinipide del castagno, che, come ci insegna l'esperienza del Piemonte, continuerà a richiedere il massimo impegno anche negli anni a venire» .
Anche l'Amiata i cui castagneti sono infestati quasi completamente (si prevede una perdita economica di milioni di euro) è stata interessata dai lanci di torymus ed è anche luogo di allevamento dell'antagonista.
Eppure i castanicoltori non sono tranquilli e vogliono saperne di più. Così un gruppo di cittadini di Castel del Piano rivolge, a chi si occupa di questa faccenda, alcune domande precise.
«Se vi sono dei soldi stanziati dalla regione o dalla Comunità europea per questa calamità vorremmo conoscerne l'importo e come e quando vengono utilizzati».
E ancora: «I lanci già effettuati o quelli in corso (se vi sono), dove sono stati effettuati? E perché si sono scelti proprio quegli appezzamenti e non altri?». E infine il gruppo di proprietari di castagni vuol sapere come comportarsi quando è evidentissimo che il castagneto è infestato dal cinipide: «Bisogna bruciare? Bisogna potare? Quanto bisogna potare? Serve a qualcosa? Le informazioni che arrivano non sono sempre concordi – commentano da Castel del Piano – e non basta essere stati alle assemblee. Bisognerebbe che la comunicazione fosse più efficace».
Ma, soprattutto, i castanicoltori vogliono sapere se vi siano contributi per chi, a causa della presenza di cinipide, fa dei lavori nei propri castagneti: «Il danno è di gravissima entità, dicono, qui si parla di milioni e milioni di euro. E allora se ci sono soldi da impiegare, vogliamo sapere se noi castanicoltori siamo interessati o no».
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