Il Tirreno

Grosseto

«Vogliamo bloccare la Senese»

di Francesca Ferri
«Vogliamo bloccare la Senese»

Il Comitato 2 Giugno minaccia per domenica una clamorosa protesta contro i tagli ai servizi postali

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CIVITELLA PAGANICO. E guerra sia. Dopo gli striscioni in piazza, le manifestazioni, le lettere aperte di protesta e un nulla di fatto, il Comitato 2 Giugno stavolta mostra il pugno duro e domenica mattina bloccherà la Senese, nei due sensi di marcia, per protestare contro la chiusura – già avvenuta – dell’ufficio postale di Casale e quella in programma dell’ufficio postale di Pari.

Un gesto clamoroso, che cade nel bel mezzo del ponte del 25 aprile e 1° maggio, che il comitato – in rappresentanza dei due paesini nel comune di Civitella Paganico – ha meditato a lungo prima di mettere in atto. Ma che ormai sembra essere rimasto l’unico modo per portare avanti la protesta contro quella che è a tutti gli effetti l’interruzione di un servizio fondamentale per i cittadini.

L’ufficio di Casal di Pari ha sprangato la saracinesca il 26 marzo e quello di Pari seguirà lo stesso destino il prossimo anno. Le chiusure rientrano in un programma più ampio di riorganizzazione – così viene chiamata nel neutro gergo aziendale – che coinvolge diversi paesi in provincia di Grosseto ed è cominciata un anno fa con la chiusura dell’ufficio del Puntone, nel comune di Scarlino, e che ha fatto “vittime” anche a Gerfalco, nel comune di Montieri, e a Cana nel comune di Roccalbegna.

A Pari e Casal di Pari non si sono mai arresi. Qui vivono per lo più persone anziane e non tutti hanno la possibilità di salire in auto e andare a Paganico o a Civitella per riscuotere la pensione o inviare una raccomandata. Tanto più che, da sei anni, qui ci si accontentava di avere lo sportello aperto appena una mattinata a settimana. Eppure, anche ridotto ai minimi termini, per Poste Italiane il servizio a Casal di Pari è “diseconomico” e a niente sono servite le proteste e le paginate.

Sabato 7 aprile il Comitato 2 Giugno ha organizzato una manifestazione lungo la Senese, organizzando un lungo serpentone che ha sfilato da Casal di Pari a Paganico a passo d’uomo. La manifestazione ha raccolto la solidarietà delle istituzioni – Comune di Civitella e Provincia di Grosseto – e di politici locali. La Provincia, in particolare, si era impegnata ad aprire un tavolo di confronto in Regione per fare pressing su Poste Italiane.

«Finita la manifestazione, però, ognuno è tornato al suo ufficio e non c’è nessun tavolo», spiega amareggiato Tommaso Minacci, coordinatore e anima del Comitato. «Solo tante belle parole e basta».

Politica ed istituzioni sembrano sorde, o perlomeno impotenti. Così per svegliare la coscienza civile su quella che per gli abitanti dei piccoli centri è, senza sconti, un’emergenza, i due paesi si preparano alla disobbedienza civile.

«Domenica 29 bloccheremo la Senese - spiega il Comitato - nelle due direzioni a partire dalle 9, prima della galleria del Petriolo». Disagi in vista, dunque, per gli automobilisti che, si prevede, saranno tantissimi visto il bel tempo previsto e il ponte in corso. Lo stesso Minacci, in passato, ha definito la sua protesta una “Val di Susa” in salsa maremmana, dove si lotta per una questione di civiltà. E, come in Piemonte, anche qua adesso si affilano le armi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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