Sicurezza
Vicine nell’ultimo viaggio Addio di lacrime e ricordi
Martina e Valentina sono state sepolte una accanto all’altra grazie a una deroga In cinquemila ai funerali: sulle bare le maglie dell’associazione e palloncini
SORANO. Tanto silenzio e dolore, lacrime che scivolano sotto gli occhiali scuri, tanti perché ed incredulità: troppo forte è lo strazio davanti a quelle due piccole bare di legno chiaro. Una tragedia così grande, la morte di Martina e Valentina, che ha fatto cambiare anche le regole al Comune. Il sindaco Vanni ha firmato un’ordinanza grazie alla quale le due ragazze riposeranno una accanto all’altra nel cimitero del paese. «È il nostro gesto di amore e affetto verso queste ragazze - dice Vanni - tanto unite nella vita come purtroppo in questa tragica morte». E poi gli amici dell’associazione Giovani Capaccioli, di cui Martina e Valentina facevano parte, con le loro magliette nere e la mezza luna crescente, le stesse magliette che erano sopra i feretri all’uscita della chiesa di San Nicola. Ai funerali di Martina e Valentina c’era tutta la comunità. Quasi cinquemila persone, arrivate da ogni parte per salutare le due ragazze. Grande commozione tra le atlete della scuola di ballo Odissea 2001 con le quali Camilla, la sorella di Valentina, ha vinto i campionati del mondo di sincro dance. Alcuni palloncini con la scritta «sempre nei nostri cuori» oscillano sotto le bizzarrie di un tempo che minaccia pioggia; inizia l’omelia funebre. La chiesa è stracolma di gente, così come la piazza e le vie vicine: un fiume di umanità coesa, unita, ammutolita da un dramma mai vissuto da queste parti. Don Fabio Menghini è commosso e umanamente dice «che non ci sono parole, perché le parole dell’uomo finiscono davanti alla morte, al dolore e alla disperazione. Tutti abbiamo bisogno di ‘un perché’, ma le parole dell’uomo hanno un limite ed è qui che subentra Dio, il quale ci dice che nulla si perde e in questo non perdere nulla c’è la vita di tutti noi, c’è la vita di Martina e Valentina». Il padre di Valentina è un carabiniere e le parole di don Fabio tornano indietro di un anno a ricordare un'altra triste vicenda che il 25 aprile di un anno fa vide il grave ferimento di due carabinieri, Antonio Santarelli e Domenico Marino. «Cari carabinieri – ha detto il parroco - sono prove su prove, penso all’anno scorso, il Signore ci sta mettendo alla prova, ci dia nel tempo che verrà la fede e la consolazione di cui abbiamo bisogno». Poi è intervenuto don Mauro, cappellano militare regionale dei carabinieri. «È difficile parlare in queste circostanze, quando il mistero devastante del dolore ci penetra dentro; tuttavia io dico alle famiglie delle ragazze, ai miei carabinieri che il dolore ci avvicina, ci unisce. Qui in chiesa e fuori ci sono tanti giovani, posso capire i loro sentimenti, anche di rabbia: ma Valentina e Martina non hanno concluso la loro esistenza in quel perverso altare del sabato sera; la loro vita non si è conclusa in quello schianto perché il vero altare della vita è la croce di Cristo. Non diamo spazio alla rabbia che non porta da nessuna parte: questa tragedia deve lasciare un segno permanente di vita in vista del paradiso, la meta di ogni cristiano, dove si trovano in questo momento Valentina e Martina; sono lì, nella luce».
Il sindaco Vanni a conclusione dell’omelia funebre ha invitato tutta la comunità ad essere vicina alle famiglie nel tempo, così come lo è adesso; poi le due bare sono state trasportate al cimitero di via San Marco dove Valentina e Martina riposeranno una accanto all’altra. A qualcuno, visibilmente commosso, vengono in mente le parole di una famosa canzone di Guccini, la stessa frase scritta sulle bacheche di Facebook delle ragazze che ieri hanno unito le colline dell’Albegna in un abbraccio silenzioso.
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