Finanza
Case popolari e ormeggi Di Vincenzo all’attacco
L’ex sindaco spara sul dimezzamento degli alloggi previsti nell’area di via Gelli «Invece di tagliare bastava procedere a stralci». E su Albinia: «Favore ai turisti»
ORBETELLO. Un consiglio comunale ricco di punti all'ordine del giorno, quello di ieri mattina a Orbetello, e nel quale non sono mancati dibattiti accesi tra maggioranza e opposizione.
Ad aprire la discussione, dopo le consuete comunicazioni del sindaco e l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, è stato il capogruppo consiliare di Uniti per il Cambiamento, Mauro Barbini, il quale ha annunciato il ritiro delle proprie dimissioni.
Una dichiarazione attesa, dopo la riappacificazione con i compagni di coalizione, che ha voluto mettere una pietra sopra alle polemiche nate – aveva accusato Barbini – per lo “scarso ascolto” riservatogli.
Dopo l’approvazione unanime, ma non senza qualche osservazione e distinguo, del messaggio solidale nei confronti dei due marò italiani e dei pescatori indiani, si è passati ai temi che riguardano direttamente l’amministrazione comunale, quali il consenso all’ordine del giorno della federazione Coldiretti di Grosseto, l’adesione allo schema di accordo tra Comuni per la formazione e l’aggiornamento in modo coordinato del personale dipendente, le disposizioni sui procedimenti amministrativi e sull’accesso ai relativi atti.
Tutti punti che hanno trovato l’accordo generale, così come quello della sponsorizzazione di aziende che forniscono in cambio servizi vantaggiosi per l’ente, già messa in pratica nei precedenti mandati.
Passata anche la proposta di tenere sempre aperto il bando di assegnazione degli alloggi popolari in caso di emergenze abitative, il dibattito si è acceso nell’affrontare i temi relativi all'urbanistica.
Il più discusso riguarda il piano di recupero dell’area di via Gelli, prospicente il fosso Glacis, per il quale un vecchio progetto ipotizzava l’utilizzo di 1500 metri quadrati di superficie utile in cui collocare quattordici appartamenti pubblici e tre privati. Una riqualificazione per la quale era stato richiesto un finanziamento alla Regione di 2,5 milioni di euro. Vista una riduzione della liquidità a 1,5 milioni, l’attuale giunta ha limitato l’intervento a sei alloggi, suscitando una prevedibile reazione dell’opposizione.
«È una scelta troppo riduttiva – dice l’ex assessore all’urbanistica Rolando Di Vincenzo – abbiamo proposto di realizzare un progetto a stralci funzionali. Il “meglio questo che nulla” perché non ci sono fondi, non porta alla risoluzione del problema, quando si può ottenere lo stesso risultato avanzando per gradi e reperendo i fondi lungo il tragitto».
Altre contestazioni sono sorte sulla creazione di nuovi or,meggi alla foce dell’Albegna: «Così si lasciano in sospeso i casi di Santa Liberata e Talamone – incalza Di Vincenzo – mentre per Albinia non si va incontro ai cittadini, ma solo ai turisti».
Secondo la minoranza la richiesta di variante urbanistica per gli approdi è in totale contrasto con quella del piano territoriale di coordinamento provinciale, approvato nel 2010, che conferma le previsioni del 1999 per le quali le attività di diporto devono trovar posto nelle aree antropizzate e urbanizzate.
Approvato solo dalla maggioranza, con l'astensione dei banchi di centrodestra per dubbi sul testo proposto, il regolamento della pesca sportiva sul lungolago di levante.
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