La manifestazione
Biogas, rinvio al 2 maggio per gli atti del Comune
Capalbio assistito dagli avvocati Alessandro Antichi e Paolo Bastianini «La proroga per valutare i nuovi elementi acquisiti e le prescrizioni Arpat»
CAPALBIO. La conferenza dei servizi per l’impianto di biogas all’Origlio è stata rinviata al 2 maggio prossimo. Il termine è stato concesso, in primo luogo, per dar tempo al Comune di Capalbio di valutare i nuovi documenti acquisiti e di fare la valutazione di incidenza per la quale, peraltro, i tempi sono scaduti da tempo.
Il Comune di Capalbio si è presentato assistito dagli avvocati Alessandro Antichi e Paolo Bastianini (l’incarico sarà formalizzato in giunta giovedì). «Alla fine di una lunga discussione – ci dice Alessandro Antichi –è stato deciso un rinvio al 2 maggio. Questo consentirà al Comune di valutare i documenti acquisiti oggi (ieri, ndr) e rivedere quindi l’intero procedimento amministrativo. Inoltre sarà valutata la prescrizione di Arpat che impone di non usare nel fermentatore il siero del latte, che è considerato un rifiuto».
Il Comune, quindi, dovrà portare al prossimo appuntamento la valutazione d’incidenza quindi dovrebbe arrivare il via libera all’impianto. Le novità sostanziali sono che, mentre da una parte il Tar ha dichiarato illegittima la determina 98/2012, dall’altra la Sacra, con rogito notarile, ha definitivamente acquistato i terreni all’Origlio. Perché l’impianto all’Origlio ci arriva dopo che era stato bocciato il sito di Macchiatonda, in terreni Sacra (dalla Soprintendenza), mentre quello di Torba, sempre in terreni Sacra attigui alla zona artigianale, che andava bene a tutti, era stato cambiato, su richiesta del Comune, per la nascita del Comitato di Torba. Sacra propose di farlo al Chiarone o all’Origlio, sotto strada, in terreni propri ma (informalmente) il Comune fece sapere del terreno in vendita, sempre all’Origlio, ma sopra alla strada. Alla fine Sacra decise di comprare quei terreni e la localizzazione in un primo tempo pareva andar bene anche all’Amministrazione. Poi è scoppiato il caos, fino al braccio di ferro attuale.
Certo è che adesso, nel giro di una decina di giorni, arriverà il via libera al biogas, prodotto per fermentazione. Cosa ben diversa dalle biomasse, dove c’è combustione.
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