Finanza
Alexandra in coma irreversibile
La mamma: «La chiamo al cellulare ma lei non mi risponde». Migliorano le condizioni degli altri due ragazzi
SORANO. In quella villetta poco lontana dal borgo di case che compongono Montevitozzo, Maddalena è a letto, non riesce ad alzarsi. «La chiamo in continuazione, ma lei non mi risponde». Il cellulare di Alexandra non squilla più da sabato notte, da quando l’auto sulla quale stava viaggiando con i suoi amici, è finita fuori strada sulla Commenda a Montefiascone, una manciata di chilometri dalla discoteca Theatrò. Ma Maddalena, la mamma della ragazza che è ora in coma irreversibile nel reparto di rianimazione dell’ospedale Belcolle di viterbo, continua a pigiare quei numeri sulla tastiera del telefono. A sentirle dire quelle parole, vengono i brividi. Ha avuto la forza, ieri, quando l’attività cerebrale di Alexandra sembrava essersi spenta per sempre di dire che sì, avrebbe voluto che gli organi della figlia fossero donati. Ma poi, quando è nella sua villetta, con il compagno Angelo, con il medico che la tiene d’occhio, con i tanti amici che vanno avanti e indietro per starle vicino, lei, Maddalena, non riesce ancora a pensare che sua figlia probabilmente non rientrerà più da quella porta.
Ieri lei al funerale di Martina e Valentina non è potuta andare. Da quel letto si alza a fatica. È andato il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni, a trovarla, subito dopo che le bare delle sue amiche più care erano state tumulate.
«È un obbligo morale stare vicino a queste famiglie – dice il primo cittadino di Sorano – loro ora hanno bisogno di noi, e come ho detto anche durante i funerali, la comunità deve dare delle risposte». Ai genitori di Martina e Valentina, a quelli di Alexandra. E a quelli di Rachele Guerrini e di Serhij Hylias, il ragazzo che era alla guida dell’Opel Astra. Loro due sono ancora ricoverati nello stesso ospedale dove Alexandra sta passando le sue ore attaccata a un respiratore. Rachele è stata operata per una perforazione intestinale domenica. Ancora ieri era in rianimazione, in prognosi riservata, ma non sarebbe comunque in pericolo di vita. Anche Serhij è stabile, dopo il trauma facciale e quello toracico, che gli è costato una perforazione al polmone. Ieri mattina il ventiseienne ha dato il consenso per gli esami del sangue e delle urine. I campioni sono stati prelevati dalla polizia di Viterbo e in questi giorni arriverà anche l’avviso di garanzia per omicidio colposo plurimo. Un atto dovuto per permettere ai carabinieri di Montefiascone di svolgere tutti gli accertamenti, a partire da quelli sull’Opel Astra del ragazzo che è stata sequestrata dopo l’incidente.
Il sindaco Vanni oggi andrà all’ospedale Belcolle di Viterbo, a trovare i due ragazzi. Ha anche chiesto di poter vedere Alexandra. Oggi a Montevitozzo arriveranno anche il babbo e il nonno della ventitreenne che studiava biologia all’università di Siena. Nella città del Palio, la ragazza viveva insieme a Rachele Guerrini. Dividevano la stessa casa, erano amich inseparabili. Rachele non sa che la vita di Alexandra è appesa a un filo. Non sa che è in coma irreversibile e che il monitor che la sta controllando registra solo dei segnali quasi impercettibili che non danno speranza ai medici. Non sa che l’ultima volta che l’ha vista sorridere è stato sabato sera, quando insieme a Martina, a Valentina e a Serhij è andata a prenderla al ristorante La Botte di Montorio, dove la giovane lavorava il sabato e la domenica quando non era all’università. Ragazzi per bene, ragazzi normali. Figli di famiglie che a Sorano conoscono tutti. La mamma di Alexandra, Maddalena, dopo la separazione ha lasciato la Romania ed è venuta a lavorare in Italia. Prima a Roma, poi come assistente di un’anziana a Montevitozzo. Qui ha conosciuto Angelo, il suo compagno e si è rifatta una vita. Lui ora è lì, accanto al suo letto, a lottare contro il pensiero di perdere quella ragazza che era diventata sua figlia.
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