Il Tirreno

Grosseto

La notte della festa finisce in tragedia

di Francesca Gori
La notte della festa finisce in tragedia

Schianto sulla via della discoteca: due ventenni morte, una in fin di vita. Il messaggio su Facebook: «Sabato si va a ballare?»

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SORANO. «Ma dai, oggi è solo martedì e io ho voglia di fare festa. Sabato andiamo a ballare a Roma o a Viterbo?». Il messaggio sulla bacheca di Facebook di Serhiy Hlyas era quel la che i suoi amici aspettavano per il sabato sera. Una nottata fuori, a ballare, con gli amici, il ritrovo davanti a un bar di Sorano, come ogni sabato quando i ragazzi il giorno dopo non devono andare a scuola o al lavoro, quando non c’è bisogno di alzarsi presto ma presto, qualche volta, si va a letto.

Sabato sera sulla Opel Astra di Serhiy sono salite Martina, Valentina e Alexandra. Loro si sono sedute dietro, alla guida c’era Serhiy, Rachele, invece, si è messa accanto a lui. Con i tacchi, la minigonna, i jeans. Erano amiche inseparabili, nate e cresciute nel paese del tufo, dove ci si conosce tutti. Un’amicizia speciale, indissolubile: i segreti, le confidenze sugli amori passati e presenti e un futuro tutto da scrivere.

Verso mezzanotte e mezzo, però, le loro gambe non ce la facevano più a stare ferme, lì davanti al bar in quel piccolo centro dove si conoscono tutti. Avevano voglia di muoversi, di ballare. Da Sorano sono partire con il loro “autista”, scherzando su quella macchinata di ragazze che lui aveva il privilegio di portare a ballare. I chilometri che separano Sorano dal Teatrò, la discoteca alle porte di Viterbo che si incrocia proprio sulla Cassia, sono una sessantina. Ne avevano già percorsi cinquanta quando l’Opel Astra è scivolata via sull’asfalto. Una curva che pende soltanto per metà, che ha tradito il ragazzo che probabilmente pestava un po’ troppo sull’acceleratore. Una curva a sinistra che è diventata dritta, gli pneumatici di destra hanno toccato un terrapieno di roccia, l’auto si è capottata e ha fatto un volo di novanta metri prima di finire la sua corsa in un fosso, con il muso all’ingiù.

Sul sedile posteriore, Martina Saletti, studentessa universitaria di vent’anni e Valentina Floriani, 21 anni, contabile nell’officina Alfa Romeo di Sorano, sono rimaste immobili, uccise sul colpo dallo schianto. Alexandra Cracaileanu, 23 anni, la ragazza di origini romene che lavora come cameriera al ristorante pizzeria La Botte di Montorio, è invece nel reparto di Rianimazione: il suo encefalogramma è piatto da ieri all’ora di pranzo.

Dal bivio di Montefiascone, dove è avvenuto l’incidente, al Teatrò, mancavano soltanto una decina di chilometri. Era quasi fatta per loro. Nella discoteca di Viterbo, c’erano già altri amici che non potevano immaginare che quel ritardo si sarebbe trasformato in un’attesa vana. Nell’auto che viaggiava dietro all’Opel Astra, altri ragazzi di Sorano. Con loro c’era Camilla, la sorella di Valentina. Si è salvata perché nell’auto che si è trasformata in un ammasso di lamiere, non c’era posto.

Sono stati loro a chiamare immediatamente i soccorsi. Le ambulanze sono arrivate in un attimo a Montefiascone, hanno caricato Alexandra, Rachele Guerrini, 21 anni, studentessa della facoltà di farmacia all’Università di Siena e Serhiy, che di anni ne ha 26 e lavora in un’azienda che produce borse a Castel del Piano. Tutti e tre sono stati ricoverati all’ospedale Belcolle di Viterbo. Il giovane che era alla guida ha riportato parecchie fratture: al volto, al cranio, al torace. Ha un polmone perforato e ieri è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Rachele Guerrini, che sulle prime sembrava avesse soltanto una frattura ad una mano e qualche ammaccatura qua e là, si è aggravata ieri nel primo pomeriggio ed è stata operata d’urgenza per un’emorragia all’addome.

Il bilancio è pesantissimo: due coppie di genitori costrette a sopravvivere alle proprie figlie, un’altra che probabilmente sarà messa davanti alla scelta più dolorosa che possa esserci, quella di staccare la macchina che sta tenendo in vita Alexandra. E poi la famiglia di Rachele, quella di Serhiy, figlio di un funzionario della Provincia. Vite che devono continuare a fare i conti con la morte, con la disperazione di non vedere più il sorriso di quei ragazzi se non sulle loro fotografie, sui video che avevano caricato sui loro pc. E le risposte che arriveranno, forse, dai rilievi dei carabinieri di Montefiascone, choccati anche loro, nonostante l’abitudine di un mestiere che spesso mette faccia a faccia con la morte, da quei corpi riversi sul sedile posteriore di quell’Opel Astra. Una di quelle ragazze, si è scoperto subito, era figlia di un loro collega. Valentina di cognome faceva infatti Floriani, come Igino, l’appuntato del nucleo operativo radiomobile di Pitigliano. Che è anche zio di Martina, l’altra ragazza morta nello schianto. Cugine, amiche per la pelle, unite in un destino inesorabile.

I carabinieri, su quel tratto di strada, hanno fatto i loro rilievi. Calcoleranno la velocità dell’Opel Astra. Dai primi rilievi sembra che il ragazzo viaggiasse un po’ troppo forte. Altre risposte arriveranno oggi dai risultati delle analisi. Quando Serhiy è arrivato al Belcolle era grave e per sottoporlo all’alcoltest e agli esami tossicologici sono servite le analisi del sangue.

Qualche risposta, quindi, la daranno quei valori. Ma nessuno, potrà mai spiegare il perché di questa tragedia.

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