Sicurezza
Catturata la “cinghialina” mascotte del paese intero
Ibrido fra cinghiale e maiale vietnamita, da mesi “abitava” a Bagno di Gavorrano dove causava problemi di sicurezza. Denunciato l’autore dell’incrocio genetico
BAGNO DI GAVORRANO. Il cinghiale è un suino selvatico e selvaggio; il maiale vietnamita è invece un suino socievole e domestico, con una caratteristica particolare: si riproduce a ritmi record, anche 10-12 porcellini a cucciolata. Ed è forse per questo che qualcuno a Gavorrano ha deciso di procurarsi una femmina di vietnamita, per farla incrociare con un cinghiale maschio e raccogliere un bel po' di cuccioli ai quali _ una volta grandicelli _ poter sparare. Ignorando che il progetto di ingegneria genetica avrebbe potuto avere sgradevoli conseguenze.
Una delle figlie dell’incrocio galeotto, infatti, forse confusa dal suo dna ibrido, non appena ha avuto gambe buone ha scelto di fuggire di casa (sangue cinghiale) per trasferirsi in città (sangue di maiale domestico). E così, per oltre due mesi, gli abitanti di Bagno di Gavorrano si sono visti scorrazzare su e giù per le strade del paese la piccola “Cinghialita”.
Bellissima, la cucciolona è subito diventata la mascotte della frazione. I paesani l’hanno adottata, andando a portarle il cibo, a carezzarla e a coccolarsela in collo al cimitero, dove l’animale aveva trovato rifugio. Senonché Cinghialita, cresciuta d’età e dimensioni (25 chili) – e divenuta meno socievole dopo un tentato impallinamento – nel suo vagare libera in un centro urbano ha cominciato a creare problemi seri. Non ultimo qualche incidente, causato soprattutto da automobilisti incuriositi e distratti da quell’insolita presenza a bordo strada.
Così, dopo diverse segnalazioni, i carabinieri hanno chiesto aiuto alle guardie zoofile. E i volontari della Lega per l’abolizione della caccia (Lac) e della Lega antivivisezione (Lav), coadiuvati dagli stessi carabinieri e dalla polizia provinciale, dopo tre giorni e tre notti di appostamenti sono riusciti a catturare, usando una speciale gabbia, la piccola Cinghialita. Sana e salva.
E non solo. In un paese così piccolo non c’è voluto molto per risalire al presunto responsabile dell’incrocio: un cacciatore del posto che _ dopo la cattura del suino meticcio _ si sarebbe presentato ai carabinieri ammettendo di non aver mai denunciato la detenzione di quell’animale né tantomeno la sua scomparsa.
L’uomo è stato denunciato per omessa custodia (penale), ma anche per non aver denunciato la nascita della maialina ibrida. Cinghialita, invece, è stata consegnata al Centro recupero animali selvatici di Semproniano. Vi resterà finché la magistratura non avrà chiuso l’indagine e disposto la sua “adottabilità”. Ma niente paura, il futuro della dolce Cinghialita è assicurato: «Sabato – dice infatti Raimondo Silveri, presidente di Lac Toscana – abbiamo diffuso on-line la notizia, con le foto dell’animale. E già la sera stessa avevamo ricevuto ventidue offerte di adozione. Una anche dal Trentino». (e.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
