Il dolore
«Grosseto Cultura il membro per il Cda si candiderà da solo»
Le opposizioni rispondono a Bonifazi con un nuovo metodo «Sarà scelto fra chi presenterà un curriculum di spessore»
GROSSETO. «Membri per cda Fondazione Grosseto Cultura cercansi». Le opposizioni in consiglio comunale - tutte, da Sel al Pdl - hanno deciso di aprire alle autocandidature e alla valutazione delle competenze per la scelta del proprio rappresentante da designare, in quota alle opposizioni, nel Cdadella Fondazione. È questa la risposta di metodo che i sei gruppi dell'opposizione hanno deciso di dare alla richiesta, da parte del sindaco Bonifazi, di avere un nome da aggiungere agli altri due da nominare. Richiesta che, peraltro, risulta fatta solo ai gruppi di opposizione, mentre non sembra ne sia stata rivolta una analoga ai gruppi della maggioranza.
Per quanto riguarda l'opposizione, c'è tempo fino a lunedì 30 aprile per autocandidarsi presentando il proprio curriculum alla segreteria del consiglio comunale, in piazza Duomo 1. I gruppi consiliari sceglieranno il nominativo che, a parere di tutti, per conoscenze e competenze, risulti essere il più qualificato. «La forza dirompente di questa maggioranza - ha sottolineato Claudio Pacella (Lista Lolini) - è di essere riuscita a mettere insieme tutta l'opposizione». Per il capogruppo del Buongoverno Luigi Colomba «un passo importante che crediamo che i cittadini apprezzeranno».
È toccato alla capogruppo di Sel, Cristina Citerni, spiegare. «Sulla Fondazione Grosseto Cultura abbiamo due ordini di problemi: da una parte c'è il problema della stessa sopravvivenza della Fondazione, che è stata messa in discussione anche nel Pd dove la segretaria provinciale Pinzuti ne immagina la soppressione», un'idea che non sembra dispiacere a Sel, favorevole a riportare in gestione diretta più servizi possibile. Nell'attesa, però, il problema è quello di nominare un nuovo cda e all'opposizione spetta uno dei tre membri. «Siamo riusciti a trovare un punto d'incontro non su possibili nominativi, ma su metodo e percorso: basta nomine solo per ricollocare personaggi non eletti, i cittadini non lo accettano più».
Sel aveva provato a inserire criteri di scelta basati su autocandidatura, curriculum e competenza nella delibera di indirizzo votata dal consiglio, ma la cosa non passò. Adesso Sel, insieme alle altre opposizioni, coglie l'occasione per utilizzare questi criteri, anche se il capogruppo del Pdl, Giacomo Cerboni, ha chiarito che questo metodo non è da utilizzare sempre e comunque come vorrebbero, invece Sel, Gori (5 Stelle), per il quale la democrazia partecipativa è a fondamento dell'azione politica del suo movimento, e Felicioni (Grosseto Oggi). Sta di fatto che, pur con sfumature diverse, il metodo proposto è questo e Cerboni ha anche precisato che «Non abbiamo intrapreso questo metodo per acuire il dissenso che si è manifestato nella maggioranza, lo avevamo individuato ben prima che questo dissenso divenisse pubblico. Crediamo che sarebbe utile che anche la maggioranza guardasse a questo metodo per superare le proprie difficoltà». Pur non volendo ipotizzare la chiusura della Fondazione Grosseto Cultura, Cerboni si allinea con la segretaria del Pd e con gli otto consiglieri comunali dissidenti che chiedono un ripensamento profondo sul ruolo e gli obiettivi della Fondazione stessa, a partire dal perché si siano fatto gestire alla Fondazione solo il museo di storia naturale, la scuola di musica e il centro di documentazione di arti visive e non anche la Chelliana e l’Archeologico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
